Laura e Paola, l’eleganza di un varietà spigliato e moderno

Laura e Paola, l’eleganza di un varietà spigliato e moderno

Salvino Cavallaro – A chi dice che il varietà è tramontato a causa dell’imperversare dei format e dei talent show, dopo avere assistito al nuovo varietà serale in programma su Rai1 ha modo di ricredersi. Laura Pausini e Paola Cortellesi hanno saputo costruire insieme una sorta di programma televisivo in cui la sintesi dell’arte riesce a coagulare sentimenti ed emozioni che piacciono perché sembravano perduti. Piace il loro intendimento professionale che, nonostante i diversi percorsi artistici, si somiglia nel fare musica e prosa in un assemblaggio che fa scaturire la qualità dello spettacolo. La bravura di Paola Cortellesi si fa notare nel far apparire la sua persona come seconda a Laura Pausini, ma in realtà la sua sicurezza è tale che è proprio lei a dirigere le danze. Laura, invece, è l’emblema dell’esuberanza televisiva che piace. A volte persino eccessiva nel suo porsi in maniera generosa da romagnola doc, la Pausini resta una delle voci italiane più interessanti e famose al mondo. Dunque, una unione artistica ben assemblata, quella di Paola Cortellesi e Laura Pausini, capace di ricordare le collaborazioni di show televisivi tra Mina e Raffaella Carrà, in quel “Mille luci” di antica memoria che fu ben diretto dal regista Antonello Falqui. Ma, senza andare troppo in là nel tempo, questo nuovo varietà televisivo che si protrarrà per tre puntate, ci ricorda la più recente unione artistica tra Claudio Baglioni e Gianni Morandi. Due cantanti che s’incontrano sul palco e fanno del loro repertorio la forza di uno spettacolo  che ha suscitato grande interesse nazionale. In Laura e Paola riscontriamo al femminile qualcosa di simile, nonostante l’incontro tra mondi diversi che, comunque, convergono nell’arte. E poi, l’importanza dei numerosi ospiti d’onore, resta l’attrattiva che stuzzica la curiosità di questa nuova idea di spettacolo televisivo. Raoul Bova, Luca Zingaretti, Kevin Costner, Negramaro, Francesca Michielin, Gerini e Buy, senza parlare poi di Andrea Boccelli, Mengoni e tanti altri personaggi illustri del mondo dell’arte e della televisione italiana. Un programma della tv di stato capace di sbalordire per il suo alto indice di ascolto, che conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che il varietà televisivo è sempre d’attualità nella sua funzione di qualcosa che libera i sentimenti e le emozioni degli italiani.

Salvino Cavallaro            

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