25 Aprile 1945, il ricordo delle bombe, della fame e della tanto attesa libertà

25 Aprile 1945, il ricordo delle bombe, della fame e della tanto attesa libertà

Salvino Cavallaro – E’ tempo di fare un po’ di dietrologia senza affondare nella retorica. E’ tempo di sfogliare le pagine ingiallite della nostra storia, la storia del nostro Paese che dopo quegli estenuanti anni di guerra è eternamente alla ricerca di una stabilità economica, sociale e di valori perduti. Già, i valori perduti. E persino il concetto di guerra è cambiato dopo l’avvento dell’Isis. Ma il 25 Aprile è l’anniversario della Liberazione d’Italia, il giorno di quell’anno 1945 in cui le città d’Italia furono liberate dalle truppe nazifasciste. La nostra generazione che ha vissuto quella storia soltanto attraverso i libri di scuola, è legata sempre al rispetto e alle riflessioni su chi ha creduto nelle ideologie ed ha pagato con la propria vita il futuro di un’Italia diventata troppo superficiale. Il 25 Aprile di quest’anno 2016 sarà celebrato dal presidente della repubblica Sergio Mattarella, il quale ricorda che al nostro Paese servono “cittadini attivi”. Dopo il suo intervento al Quirinale, nel corso del quale è stato partecipe del concorso “Dalla Resistenza alla cittadinanza attiva – la Resistenza ha vinto: si vota”, promosso in occasione del 70° anniversario del voto a suffragio universale. Da una nota dell’Italpress si legge che il presidente Mattarella ha detto: “C’è un legame robusto tra Costituzione e Resistenza, e voi lo avete approfondito con questo concorso. Quella di oggi è un’occasione importante, è la festa della Liberazione, della Democrazia, dell’Italia unita. La Resistenza ha vinto, e quella è stata la svolta del nostro Paese che ci ha condotto a due risultati: la Repubblica e la Costituzione. La Repubblica siamo noi, e questo ci chiama ogni giorno a comune responsabilità, mentre la Democrazia ha bisogno di partecipazione attiva e non di spettatori”. Parole che ci piacerebbe tanto non fossero legate a doveri istituzionali, ma che al contrario rappresentassero l’emblema di un’Italia più convinta e decisa a migliorarsi, eliminando corruzione, inganni, evasioni fiscali e quanto di peggio possa significare ciò che è anticostituzionale e antidemocratico. E se non fosse utopia, ci piacerebbe proprio che nel celebrare questo ennesimo anniversario della Liberazione del nostro Paese, si incoraggiassero le promesse fattive di un tentativo di miglioramento etico e sociale, per una Nazione più democratica e rispettosa della Costituzione, di quanto non lo sia effettivamente.

         

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