Eppure ci siamo illusi che il razzismo……

Eppure ci siamo illusi che il razzismo……

Salvino Cavallaro –  Corsi e ricorsi storici di situazioni che puntualmente ritornano ad abbruttire imperdonabilmente l’essere umano. Nel caso che stiamo per raccontare, parliamo di un incivile episodio di razzismo accaduto nel calcio durante la Coppa Sicilia. Uno dei tanti episodi incresciosi, si direbbe banalmente, ma certi fatti devono essere portati a conoscenza di tutti  non solo per la loro gravità, ma anche per farci riflettere su ciò che spesso ci illudiamo sia recepito dal genere umano e che invece ti  delude per la sua refrattarietà. Come dicevamo, durante la partita tra Lascari e Virtus Milazzo valevole per la semifinale della Coppa Sicilia, si è verificato un caso di bieco razzismo che, invece di essere tutelato dagli organi sportivi competenti, è stato persino sottovalutato, anzi penalizzato. Al 38° del secondo tempo, infatti, sul risultato di 1 a 0, la partita è stata sospesa in quanto (secondo ciò che è stato riportato sul comunicato ufficiale) il calciatore della Virtus Milazzo Darboe Bakary, dopo avere ricevuto un insulto razzista da parte di un giocatore avversario, si è tolto la maglia ed ha lasciato il rettangolo di gioco. A questo punto i compagni di squadra di Darboe si sono dimostrati solidali verso il proprio compagno, ed hanno inscenato una sorta di parapiglia contro alcuni avversari. A seguito di quanto è successo, l’arbitro della gara ha espulso due calciatori della Virtus Milazzo più i tecnici della panchina. E, come spesso succede in questi casi, riportare la calma diventa difficile, per cui, trascorsi dieci minuti di interruzione della gara e non essendoci più le condizioni per proseguire la partita, si decide di mandare anzitempo tutti negli spogliatoi, sospendendo la gara. Risultato? Gara persa dalla Virtus Milazzo per 0 a 3, ammenda di 200 Euro ed esclusione dalla Coppa di Sicilia. Si trattava della semifinale di ritorno contro il Lascari, ma questo non è il punto focale della questione. Ciò che lascia davvero disarmati, è il vedere da parte dei giudici di gara la gravità di una situazione da un’angolazione diversa. Sì, perché in questo specifico caso, non può essere considerata grave la reazione dei giocatori della Virtus Milazzo che pur hanno creato un parapiglia in campo, a seguito di un chiaro fatto di mortificante razzismo nei confronti di un ragazzo di colore che, offeso da un avversario, si toglie la maglia e ritorna mestamente negli spogliatoi. No, questo non può essere accettato da nessuno, figuriamoci da chi dovrebbe tutelare certi fatti di grave inciviltà. E noi che scriviamo di calcio da tanti anni e che assistiamo periodicamente a certi fatti di aberrante inciviltà che nulla hanno a che fare con il calcio e lo sport in genere, ci sentiamo partecipi nel biasimare un grave fatto sociale che, in questo caso, invece di essere penalizzato dal giudice sportivo, è stato persino tutelato. E’ vero, in base al regolamento, qualsiasi reazione avvenuta in campo deve essere sanzionata. Tuttavia, ci sentiamo di dire che la gravità dell’offesa subita da Darboe Bakary è tale, che avrebbe dovuto essere punita sul nascere, senza tenere conto della reazione emotiva da parte della Virtus Milazzo. Si dimostri che spegnere il fuoco del male, non significa alimentarlo.

                

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