Gli indagati della politica, fuori uno dentro l’altro

Gli indagati della politica, fuori uno dentro l’altro

Salvino Cavallaro – Sinistra, destra, M5S, chi è senza peccato scagli la prima pietra. La notizia fresca di giornata, che il sindaco di Parma Federico Pizzarotti è indagato per abuso d’ufficio, ci fa pensare quanto questo tipo di informazione non sia neanche più da ritenersi novità. E allora scriviamo per ricordarci periodicamente, qualora ce ne fosse bisogno, l’ormai scontato pensiero collettivo di quanto la politica e il Potere siano ricettacolo di sempre maggiori tentazioni di peccato, di perdizione, di annullamento dei principi morali. D’accordo, in tema di Diritto Penale c’è una sostanziale differenza tra indagato e imputato, tuttavia, pensare che nel vigente ordinamento giuridico una persona venga indagata e sottoposta a indagini preliminari, lascia già presagire un sospetto di base. Nel caso del sindaco Pizzarotti, indagato per abuso d’ufficio sulle nomine del Teatro Regio di Parma, ci fa pensare più a uno scontro politico di chi per interesse scopre la polvere sotto al tappeto. L’ormai chiaro dualismo della politica italiana che si focalizza tra PD e M5S, è diventato qualcosa di stucchevole. E’ la corsa di chi vuole apparire perfetto nel rispetto delle regole, salvaguardando i diritti dei cittadini e guadagnare voti e credibilità. E allora, quando viene indagato qualcuno del PD, ecco che il Movimento 5 Stelle approfitta del momento per calcare la mano. Quando,come in questo caso del sindaco Pizzarotti, tocca al M5S, stesso discorso da parte del PD. E in mezzo chi ci sta? La gente che vive la sua difficile quotidianità sperando prima in uno, poi nell’altro, affinché si possa addivenire a un mondo politicamente più corretto e rispettoso delle regole. Sembra ormai banale dire che la stragrande totalità del popolo italiano si sia disamorata della politica, che non ne possa più di certe figure che si alternano nei salotti televisivi, di certe promesse mai mantenute, di un certo parlar bene e razzolare male, anzi malissimo. E’ facile dire, “non è giusto fare di tutta un’erba un fascio”, ma diteci com’è possibile estrapolare i fili d’erba buona, quando il fascio sembra intasato di intrighi e interessi personali che inducono a millantare. Spiegateci come si può, come si fa a non cadere nella facile retorica di pensieri dedicati a una politica e a un Potere quasi mai indenne da abusi. Quando si parla di garantismo, si pensa chissà perché a una vetrina di ipocrisia, a una facciata illusoria cui ancora qualcuno ha bisogno di credere fortemente, perché non si può pensare a un mondo fatto di anarchia. Resta la delusione di vedere ai vertici di questo nostro Paese così bistrattato, la continua diatriba politica, così spicciola quanto vera. E’ come se uno dicesse all’altro “Adesso te la faccio pagare io”, ed ecco la vendetta di chi alza il tappeto per scoprire la polvere dell’altro. Tu perché sei del PD, tu perché sei del M5S, e tu perché sei di qualsiasi altro partito. E intanto il Governo d’Italia ci fa vedere che si fanno le Leggi con la tempistica giusta e senza le lungaggini di antica memoria. Beati coloro i quali credono ancora attraverso la speranza, pur sapendo che non c’è più alternativa. Di loro sarà il regno del futuro di questa Italia del Potere, che tutto fa per se stessa e nulla per gli altri.

 

 

 

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