GUARDIA DI FINANZA ED AGENZIA DELLE DOGANE DI LIVORNO SEQUESTRANO 130 KG DI COCAINA PROVENIENTE DAL CENTRO AMERICA

GUARDIA DI FINANZA ED AGENZIA DELLE DOGANE DI LIVORNO SEQUESTRANO 130 KG DI COCAINA PROVENIENTE DAL CENTRO AMERICA

Centotrenta chilogrammi netti di cocaina sono stati sequestrati nella giornata dell’11 maggio, nel porto di Livorno, dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Livorno e da funzionari del locale Ufficio dell’Agenzia delle Dogane. Cocaina purissima che i trafficanti erano riusciti a fare arrivare in Italia all’interno di un container carico di torba di cocco proveniente dalla Repubblica Domenicana. La cocaina sequestrata, con la vendita al dettaglio, avrebbe fruttato oltre 30 milioni di euro. Il sequestro operato dai funzionari doganali e dal 2° Nucleo Operativo del Gruppo della Guardia di Finanza, previo interessamento della Procura della Repubblica di Livorno (dott. Giuseppe Rizzo, Sost. Proc.), segna così un importante, ulteriore tassello nella lotta al narcotraffico sul territorio nazionale ed è il risultato di un’articolata analisi di rischio condotta attraverso l’incrocio di elementi informativi e documentali sul traffico merci in arrivo nel porto labronico. L’accurato controllo, operato congiuntamente, in stretta sinergia, dai militari della Guardia di Finanza e dai funzionari della Dogana, di decine di containers, contenenti merci di vario genere (pesce congelato, prodotti alimentari, prodotti per la persona, materiale plastico, torba di cocco etc …), giunti nello scalo portuale di Livorno dal Sud America, nonché la certosina ispezione di ogni singolo contenitore, ha consentito di rinvenire la sostanza stupefacente divisa in 124 panetti, contenuti in n. 5 scatole, tra balle di torba di cocco, accuratamente celati in maniera tale da impedirne la vista a  un’ispezione sommaria. Si tratta del sequestro di sostanza stupefacente più importante avvenuto a Livorno – località dalla quale la droga avrebbe verosimilmente raggiunto altri luoghi – negli ultimi anni. Allo stato, proseguono le indagini volte all’individuazione dei responsabili.

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