Veneto Banca, azionisti in braghe di tela

Veneto Banca, azionisti in braghe di tela

Salvino Cavallaro – Azioni bancarie che vanno in fumo e speranze d’investimento che si frantumano. 87.502 soci di Veneto Banca sono rimasti praticamente privati dei loro investimenti. Di questi, 490 sono risparmiatori della provincia di Torino. Parliamo dunque del 40% degli azionisti piemontesi. Tra questi emergono i nomi di Bettega, Pirlo e Giovinco. Secondo quanto si apprende dagli organi di stampa, pare che l’ex presidente della Juventus Roberto Bettega sia stato il più penalizzato in quanto ha rimesso oltre un milione e mezzo di euro, mentre Andrea Pirlo e Sebastian Giovinco hanno perso rispettivamente 60 e 20 mila euro. Ma nella caduta della Banca Veneta sono stati coinvolti anche altri Vip torinesi, tra cui professionisti e imprenditori. Senza contare che dall’elenco dei risparmiatori emergono anche agricoltori e pensionati. Investimenti cospicui che sono stati sottratti a grandi e piccoli investitori dal terremoto della Veneto Banca. E così, mentre proseguono le indagini della magistratura, la rabbia degli azionisti che hanno visto polverizzare i risparmi di una vita, si fa cocente. Certo, i nomi altisonanti di Bettega, Pirlo e Giovinco fanno rumore, ma anche le grandi perdite di tanti imprenditori e quelli dei più modesti correntisti fanno riflettere sul sempre più rischioso tentativo di investimenti bancari. Nel caso di Veneto Banca, c’è chi si affida all’avvocato o firma di suo pugno la denuncia contro gli ex vertici bancari. Ma tutti sono concordi nel sostenere di essere stati raggirati da chi ha “gonfiato”il valore delle azioni della banca veneta. Corsi e ricorsi storici di situazioni bancarie altalenanti, di un mercato azionario che da sempre è stato caratterizzato da oscillazioni e dalla sicurezza di niente. Un rischio d’investimento azionario che prima era calcolato come qualcosa di tecnicamente possibile, ma che adesso viene ingigantito da paure di torbide manovre. E mentre alla Veneto Banca giungono più di mille denunce, ci si chiede qual è la via maestra da seguire.

 

Articoli simili

Posta un commento