Brescia, riscontro su percorsi di radicalizzazione islamica della donna italiana e del marito musulmano da parte della Polizia di Stato

Brescia, riscontro su percorsi di radicalizzazione islamica della donna italiana e del marito musulmano da parte della Polizia di Stato

L’attività investigativa della Polizia di Stato ha permesso di riscontrare il percorso di radicalizzazione condotto dalla donna con il supporto del marito.

I poliziotti della Digos di Brescia e della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione hanno riscontrato come la donna abbia manifestato segni della sua estremizzazione, iniziando ad indossare il niqab completo ed uscendo raramente solo per incontrare il marito.

Quest’ultimo dall’inizio di quest’anno non frequentava più l’abitazione di famiglia, circostanza documentata da mirati servizi di osservazione  e pedinamento.

 

Le evidenze investigative  acquisite  – attraverso il monitoraggio dei profili Facebook in uso ai due soggetti  – hanno permesso di enucleare forme di esaltazione del DAESH e di propensione al martirio da parte di entrambi.

 

Sulla propria bacheca Facebook  – utilizzata per comunicare con il coniuge – P.S scriveva –  dopo essere mostrata con il niqab integrale di colore nero – “Io vivo qui solo con il mio corpo invece la mia anima e il mio pensiero sono in un posto molto lontano…”   –     “Oh Allah ti chiedo una morte nel tuo sentiero,  e  Ti chiedo una morte nel paese del tuo profeta …Il Paradiso il Paradiso il Paradiso giuro che non ce la faccio ad aspettare…” ed ancora  “…Che Allah ti conceda Shahada (martirio) e un posto nel paradiso”, esternazioni alle quali il marito apponeva il proprio consenso, oltre a ad espliciti riferimenti della donna al jihad “…Dio dai la tua gloria ai Mujahedin sul tuo sentiero e falli vincitori sulla terra…”

Nel dicembre 2015 la coppia, senza figli, ha contratto matrimonio civile, dopo che nel 2010 i due si erano sposati con rito islamico.

 

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati vari supporti informatici – su cui è in corso ulteriore attività di indagine – ed i documenti validi per l’espatrio intestati alla ragazza e che la stessa avrebbe potuto utilizzare per raggiungere il sedicente “Stato Islamico”.

 

 

 

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