Il 10° Festival Luigi Pirandello, tra letteratura e sofferenza umana

Il 10° Festival Luigi Pirandello, tra letteratura e sofferenza umana

Salvino Cavallaro – La sofferenza. Una manifestazione che fa parte della vita. E quindi ci appartiene. Nel presentare il 10° Festival Nazionale Luigi Pirandello per Torino e Piemonte, con la Direzione Artistica di Giulio Graglia, ci sono stati lunghi momenti di riflessione dedicati al tema della sofferenza del corpo e dell’anima. Nella bellissima location del Circolo dei Lettori di Torino gremita di persone, abbiamo avuto il piacere di assistere all’incontro intitolato “Chiedimi come sto”, ovvero come la letteratura, la musica e la religione possono diventare strumenti per comunicare e alleviare il dolore che colpisce la persona nel corpo, creando profonde ferite dell’anima. Un elegante salotto che si è arricchito del pensiero di autorevoli professionisti, invitati per l’occasione dalla conduttrice e ideatrice D.ssa Sabrina Gonzatto. Un personaggio molto conosciuto in Piemonte per la sua attività di scrittrice e autrice di svariati libri, ma anche giornalista e responsabile marketing e relazioni esterne presso il gruppo CESD. Grande sensibilità e capacità organizzative si intersecano al suo relazionarsi con gli altri attraverso l’empatia, una peculiarità naturale che la rende persona capace di lasciare un segno in chi ha la fortuna di conoscerla. Sua l’idea di organizzare questo bellissimo incontro nell’ambito del ricco programma del 10° Festival Nazionale Luigi Pirandello, in cui si manifesta il desiderio di sensibilizzazione a un tema di vita come la sofferenza che spesso coglie impreparata la persona, sconvolgendo la propria vita. Come dicevamo, il salotto organizzato presso l’elegante Circolo dei Lettori di Torino si è avvalso di numerosi professionisti che hanno dato voce ad approfondimenti sul tema. Il Dr. Marco Calgaro, chirurgia generale e oncologia AO Ordine Mauriziano, il Dr. Roberto Prota, direttore SC Pneumologia AO Ordine Mauriziano, la Prof. Ilaria Zuanazzi, docente di diritto canonico ed ecclesiastico dell’Università degli Studi di Torino, il Dr. Maurizio Braccialarghe, Assessore alla Cultura Città di Torino, la D.ssa Cinzia Pecchio, Presidente Consulta Femminile Regionale, con la partecipazione di Diego Mingolla al pianoforte e la voce recitante dell’attore Riccardo Forte che ha letto alcuni passi di letteratura, si sono resi preziosi interlocutori della conduttrice Sabrina Gonzatto. Un piatto davvero ricco di sostanza professionale, che ha parlato della sofferenza della persona ammalata, come momento di vita in cui ci si confronta con se stessi e con gli altri. Ecco, gli altri. Tu perché sei chirurgo, tu perché sei giurista o responsabile istituzionale, devi agire sempre con l’ausilio delle tue capacità ma, soprattutto, devi mettere in campo l’etica professionale creando al contempo l’empatia con il paziente. Lunghi ed interessanti dialoghi si sono intersecati con il senso della professione e dell’umanità verso chi soffre. Ciascuno di loro ha portato le proprie, significative esperienze professionali e umane, nel rapporto con i loro pazienti. Esperienze che talora ci raccontano momenti in cui si mette a nudo il significato della vita, con interrogativi che spesso non hanno risposta. Perché proprio a me? Già, perché? Sono interrogativi profondi in cui si mette in atto la propria Fede, rivolgendosi a Dio. Momenti di riflessione sul significato del  Vangelo e sulla Passione e morte di Gesù Cristo. Ma ci si rivolge anche all’opera dell’uomo, ai problemi reali degli ospedali italiani che spesso ci fanno ricredere in positivo per l’opera di sensibilizzazione di alcuni operatori sanitari di certi centri oncologici. “Chiedimi come sto. Ti prego, se lo fai sto meglio”. Già, basta questa semplice – piccola frase, per dare fiducia a chi soffre. Tu perché oggi sei il mio chirurgo e domani potresti pure essere il paziente, in un capovolgimento di ruoli che inaspettatamente la vita ti para davanti. E’ questione di etica professionale ma anche di sensibilità. Sì, perché chi soffre non è il numero di un letto d’ospedale, ma è una persona con la propria dignità che deve essere messa al centro dell’attenzione per curare i segni di un disagio fisico e psicologico. Queste sono state le tante e interessanti riflessioni suscitate da un tema che, pur nella sua indubbia difficoltà di soluzione, mette a nudo tutta la fragilità umana. Sia essa provocata da una malattia o da mille altre situazioni di vita che convergono nella sofferenza. Grazie dunque a Linguadoc Communication e a Giulio Graglia, Direttore Artistico del Festival Nazionale Luigi Pirandello, che ogni anno presenta un ricco programma di eventi culturali da non perdere, per Torino e per il Piemonte. Ma soprattutto grazie a Sabrina Gonzatto, instancabile creatura ricca di idee e pensieri che si affacciano sempre dalla finestra dell’approfondimento.

   

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