Movimento cinque stelle, adesso facci vedere cosa sai fare

Movimento cinque stelle, adesso facci vedere cosa sai fare

Salvino Cavallaro – La rottamazione di fonte renziana si è ritorta come un boomerang. Già, perché questa volta gli elettori con il loro voto alle amministrative, hanno rottamato i politici. E’ la speranza di un rinnovamento che non si basa su una vera e propria ricerca di una nuova classe politica italiana, ma, più concretamente, si manifesta come una sorta di avanzamento di quel ceto sociale che è stato indebolito nel tempo in maniera evidente. Due giovani donne del M5S hanno raggiunto il punto più alto del Governo Comunale di Roma e Torino. Virginia Raggi (prima sindaca della storia di Roma) e Chiara Appendino (terza donna nella storia della città sabauda ai vertici amministrativi). Ma perché un così largo consenso politico verso due figure che nel loro curriculum non hanno consolidato grandi esperienze manageriali e politiche? raggi L’elettorato vuole sperimentare strade nuove, percorsi forse più vicini ai fatti che non alle tante demagogie che sono da sempre fonte di futili promesse mai mantenute. Certo, è una speranza. Non può essere altro che una semplice speranza di avere Comuni più popolari, più vicini alla gente, più interessati a migliorare la ricerca affannosa di un lavoro promesso che non c’è più stato, a Roma capitale come a Torino, la città della Fiat che è solo un ricordo. Migliorare le strade, la viabilità, i servizi, le periferie, troppo spesso lasciate andare ad un disagio diventato pernicioso. Ma con questo appoggio incondizionato al M5S si è voluto dare anche speranza a un nuovo corso dell’antipolitica, ovvero di quella politica aristocratica che pur nella sua lunga storia repubblicana e democratica, si è dimostrata sempre più chiusa tra le proprie segrete stanze e meno aperta all’incontro con la gente. La gente comune che ha bisogna di sfogare e rivendicare i propri diritti, i propri bisogni che diventano sempre più necessari per un vivere dignitoso. Con questo voto si vuole dare ( o almeno si spera) un calcio a cariche politiche occupate spesso per soddisfare le proprie esigenze e non per la comunità. I vertici bancari, quelli della sanità, degli enti pubblici e privati. Sempre la politica, sempre l’interesse della poltrona, sempre il Potere che spesso ha sollecitato tentazioni di abusi e frodi negli appalti e nel giro vorticoso di denaro. In questo desiderio di cambiamento voluto dagli elettori delle ormai concluse Elezioni Amministrative, c’è forse poca ragione e molto istinto di pancia. Delusione e rabbia, che forse il Sindaco uscente Piero Fassino non s’aspettava,almeno in maniera così netta. Dopo 23 anni di amministrazione di sinistra, dove la città della Mole ha visto passare personaggi come Castellani, Chiamparino (con doppio mandato) e poi Fassino si è avvertito il vento impetuoso di un cambiamento. A onor del vero, è giusto dire che il quinquennio di Piero Fassino è da ritenere il larga parte positivo, soprattutto nella rivalutazione d’immagine che Torino ha assunto sotto l’aspetto culturale. Ma il suo essere renziano e i voti della destra che si sono riversati al ballottaggio per Chiara Appendino, hanno fatto sì che egli uscisse di scena più per cercare nuove strade (che non è detto siano migliori), che per demeriti effettivi. Diverse le motivazioni della schiacciante vittoria di Virginia Raggi al Campidoglio. Roma Capitale è davvero ridotta male. Inaccettabile il suo stato di mal governo che si è succeduto negli anni in cui destra e sinistra si sono avvicendati alla poltrona del Campidoglio. Qui, in questa capitale d’Italia ridotta a un ammasso di rifiuti, di topi e sporcizia, di strade in cui affiorano buche sull’asfalto che sembrano voragini, e di tanti altri problemi da risolvere a livello finanziario e amministrativo, ha fatto sì che (anche qui) ci si orientasse verso quelle cinque stelle da mettere alla prova. Già, adesso il M5S deve dare una risposta alle tante parole sin qui fatte, per dire no a una politica italiana che nel tempo ha assunto i connotati di Casta e di rigide gerarchie. Dunque, adesso che l’elettorato italiano si è espresso a chiare lettere appoggiando una nuova speranza politica, c’è un punto di domanda: ”riusciranno i grillini a cambiare in meglio questo nostro Paese?”. I fatti sono quelli che contano. Vedremo dunque cosa accadrà nell’immediato futuro in questo restyling di Comuni che, per il momento, rispondono al nome di Roma e Torino. E non è poco per il Movimento Cinque Stelle!

                         

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