L’ansia non va in vacanza

L’ansia non va in vacanza

Salvino Cavallaro –  C’è una fedele “amica” che ci accompagna lungo la strada della vita e non ci lascia mai: l’ansia. Uno stato psichico che ci dà la sensazione di un’intensa preoccupazione che, se prolungata, sfocia spesso nello stress fisico e mentale. La nostra salute e quella dei nostri cari, il nostro futuro legato a quello sociale, la paura che qualche meccanismo improvviso possa intromettersi nella tranquillità di un quotidiano che vorremmo non fosse ammantato di incertezza. Ma qual è quella cosa che nella vita si può definire “certezza?”. Non esiste! Esiste invece la speranza che, per sua natura, sfocia sempre nell’ansia della ricerca inconscia di una certezza che, come dicevamo, non c’è. E allora, ecco il manifestarsi di tante situazioni personali e sociali che investono il nostro desiderio di stare tranquilli che non alberga nel mondo che ci circonda, ma si trova in noi stessi. E mentre in questo periodo si susseguono fatti sociali che sconvolgono il nostro equilibrio del vivere quotidiano, non possiamo fare a meno di farci assalire dalle innumerevoli insicurezze che ci circondano. Fin dall’inizio di Giugno, infatti, in Italia abbiamo cominciato con le diatribe elettorali causate dalle Elezioni Amministrative e poi dai ballottaggi per eleggere i sindaci. I risultati? Sono indicazioni politiche nuove che ci pongono di fronte a un “vediamo cosa succederà” nelle città in cui viviamo. Poi gli Esami di Stato e l’impegno con una maturità che in questo periodo dell’anno impone uno stato di ansia a figli e genitori sul risultato delle prove scritte di Italiano, Greco, Latino, Matematica e poi gli orali e le varie tesine. Un martellamento di pensieri che non fanno riposare la notte. Momenti che sfociano sull’interrogativo che ti pone di fronte alla scelta oculata della facoltà universitaria cui iscriversi dopo la maturità, per avere in futuro uno sbocco lavorativo che possa essere considerevole dal punto di vista sociale ed economico. In genere si dice Ad maiora per augurare il meglio. E’ quell’andare sempre più in alto che è nell’aspirazione di tutti, anche se la società di oggi spesso non te lo permette per mancanza di opportunità. Non ci sono gli strumenti sociali ed economici per farlo. Tuttavia, è bene sperare in un mondo migliore, auspicando l’aprirsi degli scenari occupazionali e di investimenti di settore. Adesso si è messa anche la Brexit ad aumentare il problema del futuro dei giovani che speravano in una Europa unita. La Gran Bretagna, infatti, attraverso il referendum ha sancito la sua uscita dalla UE. Un fatto molto grave che nei mercati finanziari apre scenari nerissimi, prova ne è che le Borse di tutto il mondo hanno vissuto il venerdì più oscuro degli ultimi anni. E’ l’instabilità dell’Europa, l’incapacità di curare una unione di intenti che solo teoricamente ha dato l’illusione di intervenire sui vari problemi scottanti come quello dei migranti del Mediterraneo. Un gravissimo problema politico – sociale di cui L’Europa si è fatta trovare impreparata, dando soltanto soluzioni di facciata. Ma uscire fuori dalla logica dell’Unione Europea non è più possibile. Sarebbe ormai un tornare indietro, sconvolgendo ciò che si è creato in maniera democratica per il futuro dei giovani e quindi del mondo intero. E intanto l’ansia è sempre lì, attenta a non lasciare mai la sua preda preferita. Quale? La persona, con tutte le sue fragilità provocate da un futuro instabile che non può più permettere pensieri e convincimenti che fanno capo alla dietrologia. Questa è la speranza.

 

 

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