Poste Italiane a Messina, situazione da terzo mondo

Poste Italiane a Messina, situazione da terzo mondo

Salvino Cavallaro  – Sono tanti mesi ormai che nella città di Messina si registra un disservizio postale legato alla consegna della corrispondenza, ma nessuno prende iniziativa per rendere questo delicato lavoro al pari con i tempi. La riduzione del numero dei portalettere continua a provocare disagi agli utenti, che giustamente alzano la voce per fare sentire la loro legittima protesta. Ma, ad oggi, nessuna avvisaglia di cambiamento si intravvede nel servizio pubblico postale della città dello stretto. Migliaia di raccomandate e lettere giacciono nel centro di via Olimpia, con conseguenze che tutti possiamo immaginare. Una realtà di inaccettabile carenza di soluzione immediata, visto che questa situazione era considerata preoccupante qualche mese fa e che adesso si è incancrenita come fatto allarmante e disastroso. In ristagno, infatti, ci sarebbero oltre 18 mila oggetti a firma in attesa di consegna. Raccomandate e atti giudiziari considerati come posta “pregiata” sono buttati lì, a modi montagna di carta, senza la preoccupazione di capire l’urgenza di una consegna corretta. Una giacenza che sta diventando non più quantificabile, nel suo prolungare un disservizio diventato quasi norma. I pochi postini rimasti sono ormai al collasso, perché ognuno di loro ha visto allargarsi la propria zona di appartenenza di lavoro. Ma chi deve risolvere questo difficile problema che si è innescato come situazione di non ritorno? Da fonti di informazione autorevole, apprendiamo che la scorsa settimana si è chiesto un incontro tra i rappresentanti della politica e i dirigenti dell’azienda postale. Ma, ad oggi, non c’è ancora nessuna risposta. E intanto, in questa Italia dei disservizi, della lentezza burocratica, della non voglia di affrontare di petto le situazioni che richiedono carattere di assoluta urgenza, come questo insostenibile problema postale di Messina, tutto continua come se nulla fosse successo. Che decadimento di immagine e di affidabilità di un’Azienda Postale che in tempi passati ha rappresentato il fiore all’occhiello di questa nostra Italia. Ma oggi, nel tentativo di adeguarsi alle esigenze di un mondo che cambia continuamente, la Posta Italiana propone più servizi commerciali da supermercato, piuttosto che migliorare quell’antico significato che l’ha contraddistinta nel tempo. E’ vero, Internet e la posta certificata hanno velocizzato l’invio di documenti e pratiche urgenti. Ma ciò che sta accadendo a Messina e forse anche in altre parti d’Italia, documenta ancora la tendenza dell’utente a fidarsi del servizio pubblico. Se l’invio cartaceo di raccomandate, lettere, pacchi e quant’altro viene ancora spedito in maniera “classica”, è segno che non si può diminuire il personale in maniera drastica. Messina ci fa riflettere su quanto sia invece necessario un personale postale non da rottamare, ma da aggiornare e incrementare per una migliore organizzazione a difesa degli stessi utenti.

   

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