Il Nuovo PSI di Messina chiede un confronto pubblico con i sindacati

Il Nuovo PSI di Messina chiede un confronto pubblico con i sindacati

Il  segretario provinciale del Nuovo Partito Socialista Giuseppe Marano chiede un confronto Pubblico con I Sindacati Femca, Fim  e  Cisl che giorni addietro nelle figure di Stefano Trimboli, Tonino Genovese e Antonino Alibrandi avevano criticato il sindaco della Città Metropolitana sostenendo la tesi che a Milazzo e nella Valle del Mela non è facile ipotizzare chi e quanto Inquina. Chiedo questo incontro  Alla luce dei nuovi dati scientifici, ma non solo, dell’Università di Messina finanziati dal Ministero dell’istruzione effettuati  nel sito SIN di interesse nazionale, in collaborazione con ASP e Arpa regionale, dove soprattutto risiede una Raffineria che nei vari Processi di combustione utilizza i prodotti chimici come il “Benzene e gli Idrocarburi”, lo stesso Prof. In conferenza  Così ha dichiarato : “Abbiamo calcolato – illustra il professor Salvatore Cannavò – che la prevalenza della malattia nella provincia è pari a 96 casi per milione di abitanti, ma frazionando il territorio provinciale in quattro aree distinte in base al grado di antropizzazione, la prevalenza di acromegalia è risultata significativamente aumentata in un’area identificata dal Ministero dell’Ambiente come zona ad elevato rischio di crisi ambientale per la presenza di insediamenti industriali operanti nel campo della raffinazione petrolchimica,  rispetto a tutto il resto della provincia di Messina. In tale area la prevalenza ha raggiunto i 210 casi per milione di abitanti. Considerando come riferimento l’area meno industrializzata (26 casi per milione di abitanti), a vocazione turistica e ad economia basata sul terziario tradizionale, la prevalenza di acromegalia si è dimostrata significativamente più elevata  nella “zona ad elevato rischio di crisi ambientale”. Tale prevalenza ha raggiunto i 238 casi per milione di abitanti, quando in quest’ultima zona sono stati inclusi quattro piccoli centri urbani limitrofi, comunque esposti all’azione degli inquinanti atmosferici per azione dei venti dominanti. In questa più vasta zona a rischio – conclude lo studioso –il Dipartimento di Medicina del Lavoro dell’Università di Messina ha registrato un incremento della prevalenza di tumori della laringe, dell’osso e del connettivo, negli uomini, e di tutti i tipi di tumori, nelle donne. L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, che ha collaborato allo studio, ha documentato poi la presenza di idrocarburi non Metanici e di numerosi composti Organici volatili in concentrazioni superiori ai valori di tolleranza nell’atmosfera della zona a elevato rischio di crisi ambientale”.

Tale studio aveva già nel 2010  dimostrato che la prevalenza di acromegalia nella Provincia di Messina era simile a quella di altre nazioni europee, ma il rischio di sviluppare la malattia risultava più che doppio nel bacino di  Milazzo e della  Valle del Mela, identificato dal Ministero dell’Ambiente come area a rischio per la salute.

Gli studiosi Hanno escluso che l’aumentata prevalenza di malattia nell’area di Milazzo e della Valle del Mela fosse imputabile ad altre malattie genetiche, ma hanno provato che la gravità dell’acromegalia e la sensibilità alle terapie farmacologiche dipende proprio dalle caratteristiche geniche della via AhR.

Questo  purtroppo sta a significare che per i pazienti malati di cancro  le cure farmacologiche hanno una efficacia molto limitata.

I Sindacati da sempre sensibili ai temi del lavoro e della tutela della salute  affrontino in maniera serena e pubblica questi ulteriori dati con noi del Nuovo Partito Socialista.

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