“MAREvigliosa Brolo” ha ospitato Gianfranco Jannuzzo

“MAREvigliosa Brolo” ha ospitato Gianfranco Jannuzzo

Salvino Cavallaro – C’è chi si riposa, c’è chi lavora, e c’è pure chi riesce a fare entrambe le cose. E’ l’estate 2016 che richiama come tutti gli anni di questi tempi momenti di relax. Ciascuno nel luogo più desiderato e voluto. Luoghi che spesso ricordano le proprie radici e trascorsi di vita incancellabili. Chi è siciliano come Gianfranco Jannuzzo, attore gentiluomo del teatro italiano di alto livello, sa cosa significa ritornare a far vacanza e lavorare nella propria terra natia. Basta respirare l’aria della sua Agrigento, non importa se per poco tempo, ma è sufficiente per ricaricarsi di energia, soprattutto se la stagione estiva propone di lavorare nei vari luoghi di villeggiatura. Sicilia e Calabria si dividono di comune accordo le sue prestazioni professionali, in una sorta di gemellaggio cultural teatrale che tutti gli anni non può fare a meno di lui. La sera del 1° Agosto siamo andati sul lungomare di Brolo in provincia di Messina, per assistere allo spettacolo “Recital”, il cavallo di battaglia di Gianfranco Jannuzzo, inserito tra gli eventi culturali estivi di “MAREvigliosa Brolo” – Splendida Sicilia Solidale-, una kermesse nutrita di spettacoli di grande interesse culturale, che si sta svolgendo a Brolo dal 30 Luglio e proseguirà fino al 7 Agosto 2016. E così, sotto un cielo stellato di una sera d’estate mitigata da un leggero venticello ristoratore, il popolare attore siciliano Gianfranco Jannuzzo si presenta sul palco situato sul lungomare, davanti a un pubblico numeroso e attento a non perdere neanche un attimo di uno spettacolo che risulta sempre di particolare interesse culturale. Certo, il contesto di un palcoscenico situato nel bel mezzo di un via vai affollato di gente, non facilita il lavoro di un grande artista come Jannuzzo che è abituato al silenzio ovattato dei grandi teatri d’Italia. Ma questa sera abbiamo visto uno sforzo particolare in lui, una prova di concentrazione che egli ha superato alla grande. Riteniamo che non sia facile per chiunque recitare tra il trambusto generale di una festa popolare di paese, tuttavia, anche in questa occasione, abbiamo potuto ammirare il faticoso lavoro di un Gianfranco Jannuzzo che, nonostante tutto, ha portato avanti da solo uno spettacolo impegnativo di quasi due ore. E’ la fatica del grande professionista da palcoscenico che dà tutto alla propria gente, al proprio pubblico. Risparmiarsi non è possibile, dare tutto se stesso fa parte invece del suo senso etico. Jannuzzo è così, attento a non deludere mai, orgoglioso com’è della sua professione. Come dicevamo pocanzi, “Recital” è una sorta di cavallo di battaglia dell’attore siciliano, perché gli è richiesto da più parti soprattutto nel periodo estivo. E, in effetti, si tratta di un tipo di spettacolo che fa piacere rivedere perché parla della gente, dell’Italia, del Nord e del Sud, dei dialetti che s’intersecano perfettamente agli usi e ai costumi di culture diverse, che al contempo sembrano simili tra loro. Tutto questo provoca grandi riflessioni che si antepongono a lunghi momenti di risate a crepapelle, che Jannuzzo, con la sua ormai conclamata capacità di imitare i dialetti di tutta Italia in maniera perfetta, garantisce divertimento e momenti di impagabile emozione. In “Recital” c’è l’Italia con i suoi pro ed i suoi contro, c’è il “lammicu” siciliano in uno sfondo di mare che racconta la vita e la morte, la generosità e la riservatezza che spesso si scontrano e poi si incontrano. E poi “Girgenti”, la terra amata da Gianfranco Jannuzzo che gli ha dato i natali. No Agrigento, ma “Girgenti”, quasi fosse meglio rappresentato l’orgoglio antico della terra dei Templi, dove persino le pietre raccontano i trascorsi di un luogo che è immenso sotto l’aspetto storico – culturale. Se a tutto questo si aggiunge il lato affettivo di un luogo in cui sei nato e prolificano da più di mezzo secolo le radici profonde che ti appartengono, ecco che tutto diventa traducibile pensiero filosofico di un amore che non ha confini. E’ la storia di Jannuzzo da Girgenti, che in giovane età si trasferì a Roma per volere della sua famiglia, incamminandosi in un percorso di vita fatto di arte e mille altre cose. E’ una storia simile a tanti di noi meridionali della metà del secolo scorso, che hanno cambiato vita senza recidere mai quel cordone ombelicale legato alla propria terra d’origine. E’ la sera della commozione e della risata, in cui per un attimo non capisci bene quale delle due cose preferisci, tanto amabili sono entrambi. Questa è l’abilità del grande teatro offerto da Gianfranco Jannuzzo, attore siciliano che ci appartiene perché racconta di noi le stesse cose che racconta di lui. Del suo passato e dei suoi trascorsi fatti di valori che ci hanno educato alla vita. Alla fine dello spettacolo, abbiamo riservato un grande e meritato applauso ad un artista che proclamiamo uno di noi, con tutto l’orgoglio italico che ci contraddistingue. Gianfranco Jannuzzo, un attore completo che è capace di scrivere pagine indelebili del teatro italiano ad alti livelli.

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