M5S, mala tempora currunt

M5S, mala tempora currunt

Salvino Cavallaro – Beppe Grillo è furioso con Virginia Raggi: “Nulla sarà più tollerato”. Queste sono state le parole del garante del Movimento 5 Stelle, il quale si incontrerà con la sindaca di Roma e non intende più sentire parlare di Raffaele Marra, vicecapo di gabinetto e capo della segreteria dei fedelissimi di Virginia Raggi, in quanto legato al vecchio sistema di Alemanno. Certo, non c’è proprio pace per il Campidoglio della capitale d’Italia, che attraversa problemi insanabili legati a corruzione e anni di malgoverno, gestiti dai più disparati colori politici del nostro Paese. Due sono gli assessori nel mirino: Paola Muraro, assessora all’ambiente che risulta indagata e Raffaele De Dominicis, nuovo assessore al Bilancio di fresca nomina. Ma la sindaca di Roma li difende a spada tratta, dicendo che per quanto riguarda la Muraro si era detto che prima di prendere un’eventuale decisione avremmo letto con cura le carte. Per De Dominicis, invece, dice che è un Magistrato della Corte dei Conti e quindi non si tocca. “Prima del M5S, devo pensare alla città di Roma” dice con sicurezza la sindaca Virginia Raggi. Pensiamo che questa frase non sia andata giù a Beppe Grillo e a tutto lo staff del M5S, i quali come dicevamo, si incontreranno con urgenza per chiarire bene una situazione a dir poco incresciosa, che si è venuta a creare e che oscura quel cielo terso che avrebbe dovuto allontanare sotterfugi e inciuci politici che per anni sono stati l’emblema di un Potere fatto di malgoverno. Sono dubbi che si infiltrano in maniera legittima tra le pieghe di una politica italiana della quale non ci si fida più e che ogni volta che si dà speranza a chi promette il meglio, ecco che a distanza di tempo ti accorgi che nulla è cambiato e che sei rimasto deluso. Lo chiamavano qualunquismo, quel pensiero politico che faceva della diffidenza verso tutti l’emblema di un elettorato deluso che non sa più a che “santo” affidarsi. E così il Movimento 5 Stelle ha avuto nelle ultime elezioni i voti della speranza, a Roma come a Torino, là dove si sono insediate due sindache che in primis hanno messo avanti la trasparenza su ogni cosa. Ma, mentre a Torino la sindaca Appendino ha trovato i conti in ordine e un più facile approccio con la città, Virginia Raggi si è trovata a dovere iniziare a gestire un Campidoglio romano che è più simile a una “polveriera” che a una bomboniera da rispolverare. Adesso attendiamo gli sviluppi dell’intrigata questione romana, che non sta solo a cuore dei suoi abitanti ma all’Italia tutta.

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