Mentre a Palermo si fa scempio della sanità, nella provincia di Messina non si riesce a governare il quotidiano.

Mentre a Palermo si fa scempio della sanità,  nella provincia di Messina non si riesce a governare il quotidiano.

L e poco rassicuranti notizie che arrivano dall’assessorato alla salute della giunta regionale siciliana sullo scempio che in questi giorni si sta perpetrando della già malconcia sanità regionale, aggiungono stupore e sgomento alla disastrata organizzazione sanitaria della nostra provincia.

Accade che, un reparto cardine nella gestione dell’emergenza-urgenza cioè la chirurgia generale, nello specifico del nosocomio milazzese, oramai da mesi garantisce le prestazioni in pronta disponibilità, notturna feriale per 12 ore e festiva per 24 ore, e gli interventi chirurgici in elezione ed in urgenza soltanto con tre dirigenti medici, poiché su un organico previsto di otto medici ve ne sono in servizio cinque e di questi due da tempo sono esentati dallo svolgere attività operatoria e le reperibilità. Al lettore lo scenario sembrerà inverosimile ed inquietante, ma questa è la quotidianità che si vive al Fogliani e l’aria che si respira a parte, il contributo degli ammorbamenti industriali, è veramente pesante.

A nulla sino ad ora sono valse le indicazioni, prima, e le denuncie, poi, del sindacato CIMO rivolte ai vertici aziendali che, nella migliore delle ipotesi, hanno fatto e continuano a fare orecchio da mercante e nella peggiore hanno messo in atto esperimenti organizzativi, coinvolgendo le omologhe UUOO dell’Ospedale di Milazzo e di Patti, che sono falliti puntualmente risultando la cura peggiore del male poichè venivano create ulteriori falle nel sistema.

Ad oggi si lavora solo con spirito di sacrificio e di dedizione alla professione dei dirigenti medici nel rispetto dell’utenza ma in condizioni di scarsa sicurezza per i pazienti e gli operatori poiché, anche da un punto di vista contrattuale e legislativo,  tutte le regole continuano ad essere infrante ed in particolare il numero massimo di reperibilità per ciascun dirigente, che di regola dovrebbero essere un massimo di dieci mensili, la non osservanza dell’idoneo periodo di riposo tra un turno di lavoro ed un altro, che non può essere inferiore alle 11 ore, e la presenza di un solo dirigente medico nel turno pomeridiano 14/20 invece dei due previsti per norma, che solo in questo numero avrebbero le credenziali a posto per gestire le emergenze-urgenze che non di rado si registrano in questa fascia oraria, ed invece si continua a sacrificare lo spirito di abnegazione dei medici che anche se non reperibili, quando chiamati si recano ugualmente in ospedale per ovviare alla situazione clinica urgente.

 

L’ultima segnalazione del perdurare dei fatti inviata in azienda ha subito un laconico e sintetico “arrangiatevi da soli” rivolto al direttore dell’UOC di chirurgia nella promessa della stipula di un contratto a tempo determinato per un dirigente medico che non risolverebbe, in tale quota, il problema.

I medici ancora una volta vessati e mortificati nella loro professioni anche con il costante supporto del sindacato CIMO, esasperati dal perdurare delle cose continueranno le loro legittime proteste e rivendicazioni, tutte nei limiti di legge, non scartando l’ipotesi di rivolgersi alla magistratura per ristabilire la sicurezza delle cure e il rispetto del contratto di lavoro.

Si segnala grave criticità proveniente dal reparto di Rianimazione dell’ospedale di Milazzo dove, da alcuni mesi, sono fuori uso due respiratori automatici per cui il numero di posti letto disponibili si abbassa dello stesso numero inficiando pesantemente ancora il bilancio dei posti letto a disposizione in questo delicatissimo settore costringendo i sanitari a trasferire i pazinenti, che necessitano di cure intensive, nei nosocomi dell’isola ove si trovi posto letto disponibile.

La situazione è stata debitamente segnalata ai vertici aziendali, ma anche in questo caso nessuna iniziativa ad oggi ha dato esito positivo nella soluzione del problema.

 

Dott. Giuseppe Giannetto
Vice-segretario regionale CIMO

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