Da Giuseppe Marano, Segretario Prov. del Nuovo PSI, riceviamo e pubblichiamo: “una crisi economica che la politica deve risolvere”

Da Giuseppe Marano, Segretario Prov. del Nuovo PSI, riceviamo e pubblichiamo: “una crisi economica che la politica deve risolvere”


Una grave Crisi Economica sta colpendo il nostro territorio, senza che le Istituzione e la Politica diano i giusti correttivi. 
E’ difatti notizia di oggi sui vari quotidiani che altre piccole aziende situate nel Centro storico hanno abbassato per sempre le saracinesche e altre in sofferenza sarebbero pronti a farlo in tempi brevi. I commercianti affermano che il perdurare dello stato di grave crisi, sia la conseguenza alla mancata ripresa della domanda dei beni di consumo ed alla elevata pressione fiscale sia nazionale che locale con un comune in Procedura di dissesto finanziario, e ciò ha fatto emergere la problematica in tutta la sua gravità. A Milazzo e nella provincia di Messina mancano i progetti e le riqualificazioni a medio e lungo termine,da inserire all’interno di un ‘masterplan’ ovvero di una strategia di ampio respiro, unitamente alla capacità di intercettare i fondi della Comunità Europea, indispensabili per alimentare il mondo dell’imprenditoria”. Sono queste le risposte che deve dare la Vera Politica. Esiste un flusso migratorio di 20 milioni di turisti che non andando nelle mete prestabilite in quanto a rischio di terrorismo internazionale, va intercettato e trasportato nelle nostre migliori località Siciliane e soprattutto della Provincia. Il Nuovo PSI, in questo senso si sta organizzando con un centro di servizi regionale per contribuire a fare ripartire l’economia. “L’Unione Europea programma i finanziamenti cinque anni prima,

dunque è necessario prepararsi fin da subito per non rischiare di perdere i vantaggi e le opportunità offerti dal prossimo ciclo di programmazione comunitaria 2020-2025”. E per concludere intendo riprendere lo stesso ragionamento fatto alcuni giorni indietro dal segretario Regionale Antonuccio sul tema del rapporto tra Amministrazioni locali e poteri industriali (“non si capisce come sia possibile che un Comune, come quello di Milazzo, ove è presente un insediamento industriale facente capo ad una multinazionale come l’Eni arrivi a dichiarare il default finanziario per un debito complessivo di 40 milioni di euro”) e nel frattempo le aziende chiudono i battenti.

 

 

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