“Gli anni al contrario”, tra ideali politici e sociali. Il libro sarà presentato il 10 ottobre 2016

“Gli anni al contrario”, tra ideali politici e sociali. Il libro sarà presentato il 10 ottobre 2016

Salvino Cavallaro – “Gli anni al contrario” è il titolo di un romanzo che sta avendo un notevole successo. Scritto dalla messinese Nadia Terranova, il libro racchiude un centinaio di pagine che a tutta prima possono sembrare scritte frettolosamente, ma poi ti accorgi che è proprio nello stile dell’autrice il volere rimarcare naturalmente la sua capacità di sintesi. In fondo, la letteratura ci insegna che non è la lunghezza dei periodi scritti a dare valore a un testo, ma, più semplicemente, è il senso della tematica affrontata che deve arrivare al lettore con semplicità e immediatezza. E in questo, dobbiamo proprio dire che Nadia Terranova ha saputo centrare l’obiettivo di coinvolgere emotivamente il lettore, attraverso un racconto che si legge tutto d’un fiato. La storia si svolge quasi tutta a Messina tra gli anni 1977 e il 1989, in uno sfondo politico e sociale problematico che è figlio dei movimenti studenteschi del 1968, in cui ideologicamente si pensava di cambiare il mondo che appariva sempre più legato ad un Potere fatto di ingiustizie sociali. Era l’utopia che non appariva evidente agli occhi di chi volle scrivere attraverso la rivoluzione armata, le pagine di storia del nostro Paese. Il romanzo s’impernia su due personaggi principali, Aurora Silini figlia del direttore del carcere cittadino, detto “il fascistissimo” e Giovanni Santatorre, figlio di un avvocato comunista. Lei attenta e orgogliosa studentessa, si chiude spesso in bagno per concentrarsi bene sugli studi e prendere voti alti. Lui “bambino difficile”, caparbio e ribelle, cresce con la logica di ideali da raggiungere a tutti i costi. I due s’incontrano in un giorno d’estate e capiscono di avere in comune l’amore per la filosofia e gli ideali politici. Così si uniscono e dopo pochi mesi nasce Mara, la figlia che più di una volta rappresenta per Aurora e Giovanni il senso dell’unione e l’impedimento di perdersi durante le difficoltà che la vita presenta quotidianamente. Ma a un certo punto Giovanni sente il desiderio di allontanarsi da casa, da Aurora e dalla figlia Mara per impegnarsi politicamente, dando sfogo ai suoi ideali per il raggiungimento di obiettivi grandi più di se stesso. Era il desiderio di cambiare il mondo attraverso la lotta armata e di unirsi ai compagni che, come lui, inseguivano gli ideali di giustizia attraverso la guerra al Potere. In questo periodo storico, l’autrice cita marginalmente l’uccisione di Aldo Moro, se non come fatto politico e sociale di quella lotta armata che ben presto si rivelò utopica. E così, Giovanni Santatorre fece entrare nella “casa in miniatura” (così denominata dall’autrice, l’abitazione di Aurora, Giovanni e Mara) i suoi fallimenti, i rimpianti, ma anche la sua fragilità, la droga e poi la malattia di AIDS che lo portò inevitabilmente alla morte. Mentre Aurora, che nel corso degli anni era stata artefice di continue disillusioni per un cambiamento di vita di Giovanni, si lega sempre più a sua figlia Mara e dopo la morte del suo compagno si rifà una vita. In questo suo racconto, Nadia Terranova riporta fedelmente il periodo storico di quegli anni in cui le Brigate Rosse iniziarono a prolificare nel mondo studentesco e operaio, un ideale di giustizia che, come dicevamo pocanzi, si rivelò vera e propria utopia politica e sociale. Un’utopia che è propria del fallimento della vita di Giovanni che ha inseguito i suoi ideali politici, abbandonando i veri valori della vita personale e affettiva, per un qualcosa di effimero che ha messo in evidenza la sua fragilità umana nel perdersi nei meandri oscuri della droga, come fosse ormai l’unica vera salvezza cui aggrapparsi. Ma era troppo tardi ormai, perché quella fu la strada che lo condusse alla morte. Delicato il pensiero dell’autrice, che in questo particolare momento del suo racconto non si sofferma particolarmente sulla malattia di AIDS, se non come logica conseguenza di una vita bruciata per vivere ai margini di tutto. Ci complimentiamo con Nadia Terranova, per la sua abilità descrittiva in un romanzo che ha messo in evidenza con semplicità il vissuto di pagine politiche del nostro Paese, che sono state causa di tanti fallimenti personali. Sono i corsi e ricorsi storici che ci ricordano quanto spesso gli ideali inseguiti con passione, si annidano tra le pieghe di una delusione di vita vissuta in un fallimento senza ritorno. “ Erano gli anni in cui due ragazzi innamorati giocavano a fare i grandi, senza mai diventare adulti. Erano gli anni Settanta. Anni al contrario.”

A beneficio dei lettori e degli amanti della cultura, ricordiamo che il libro di Nadia Terranova “Gli anni al contrario” edito da Einaudi e pubblicato a Gennaio del 2015, sarà presentato a Milazzo il 10 Ottobre 2016 alle ore 17,00 presso l’Aula Magna dell’I. T.C. G. “Leonardo da Vinci”. L’incontro con la scrittrice Nadia Terranova, sarà organizzato e curato dall’Associazione Culturale Teseo di Milazzo.

Salvino Cavallaro

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