E mentre l’Italia si spacca in due, in attesa del referendum…

E mentre l’Italia si spacca in due, in attesa del referendum…

Sì o No. Questo è il dilemma di un’Italia alle prese con il referendum per la riforma costituzionale. C’è chi non dorme la notte per questo problema di coscienza sul futuro del nostro Paese, e c’è pure chi ricorre al TAR come il M5S perché sostiene che la formula con la quale si deve votare è ingannevole ed è quindi considerata una truffa. Dall’altra parte Renzi risponde, che quanto formulato come quesito è quello che la legge prevede per la riforma costituzionale. La realtà è che nessuno o quasi è in grado di capire bene cosa sarà modificato dei 47 articoli previsti, se vince il Sì. Una “guerra” mediatica che sembra più una lotta ad personam, piuttosto che la via da cercare per migliorare la situazione del nostro Paese. M5S contro Renzi e Renzi contro tutti. E gli elettori? Si mettono nella situazione in cui vorrebbero capire cosa sta accadendo e ne ricavano delle idee personali. Quali? Quelle che sono più confuse che persuase. E intanto leggiamo amaramente che dalla statistica di “Italiani nel mondo 2016”, presentata oggi a Roma dalla Fondazione Migrantes, risulta che sono 40 mila i giovani che hanno lasciato l’Italia. Sono 107.529 i connazionali espatriati nel 2015 e cioè 6.232 persone in più rispetto all’anno precedente. Una statistica che fa rabbrividire, altro che riflettere sul futuro del nostro Paese ridotto ormai al lumicino delle risorse. Ed è mortificante apprendere che sono partiti con la valigia della speranza molti giovani tra i 18 e i 34 anni, e cioè il 36,7% che è pari a 39.410 del computo totale degli espatri. La meta preferita è la Germania, mentre Lombardia e Veneto si contendono il primato italiano delle emigrazioni. La situazione è davvero mortificante, soprattutto in relazione a chi ancora oggi nel settore pubblico si fa beccare in flagrante a timbrare il cartellino del reato. Non hanno proprio capito nulla e, se mai lo capiranno, sarà ormai troppo tardi. E’ l’Italia del pianto ed è anche quella “de coccio”, come dicono a Roma per significare chi ha la testa dura e non vuol capire ciò che sta accadendo. E intanto i nostri figli, i cervelli e anche le menti mediocri che vogliono realizzare i loro sogni di vita, abbandonano l’Italia e, soprattutto, le proprie famiglie, i loro affetti più cari. Tutto ciò, non certo per capriccio o per vivere un’esperienza nuova di vita, ma, più concretamente, per trovare una sistemazione che rappresenti la crescita del proprio futuro. Ma il prezzo da pagare è sempre più alto, perché significa allontanarsi forse per sempre dalle proprie radici, dalle abitudini, dal luogo in cui siamo venuti al mondo e che si chiama Italia incapace di garantire una vita dignitosa. E intanto ci arrovelliamo per un Sì o per un No che migliori e garantisca il futuro della vita della nostra Costituzione. Ma quale futuro c’è, se le pensioni sono sempre più minime, se non c’è lavoro, se il Pil non cresce, se le tasse da pagare sono sempre più alte, se……..

Salvino Cavallaro

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