Il calcio e la ricerca sul cancro

Il calcio e la ricerca sul cancro

Salvino Cavallaro – Calcio e ricerca. Due commedie che rappresentano bene le vicissitudini del pallone e della vita. Noi che seguiamo il calcio per scriverne gli accadimenti, domenica 6 novembre abbiamo apprezzato come i calciatori, gli allenatori, i dirigenti, si siano schierati a favore dell’AIRC, l’Associazione Italiana per la Ricerca contro il Cancro. Momenti di riflessione che si sono intrecciati tra sport e sensibilizzazione sull’importanza della ricerca che vuol dire lottare per la vita, che è certamente più importante di un gol, di una partita, di una vittoria o di una sconfitta, della quale stupidamente ne facciamo un dramma. E’ il pallone che rotola sul campo e che ci fa gioire e penare di cose di cui non ci rendiamo conto di quanto siano effimere al cospetto di chi lotta per la vita. Non ci piace cadere nella retorica, anche se l’argomento può portare a farlo, tuttavia, non possiamo non esprimere i nostri sentimenti verso quella ricerca che studia come curare e guarire le malattie tumorali che, purtroppo, sono di diversa natura e per questo difficili da sconfiggere. Ma, grazie alla ricerca, notevoli passi avanti si sono fatti in un campo che qualche anno fa sembrava impossibile. Recenti studi confermano che quasi il 70% dei tumori potrebbe essere prevenuto o diagnosticato in tempo, se tutti avessimo stili di vita corretti e aderissimo ai protocolli di screening. E lo sport è tra i migliori ambasciatori dell’importanza dell’esercizio fisico, che talvolta funziona proprio come una medicina. Così, come dicevamo, i calciatori, gli allenatori e tutti gli appartenenti al mondo del pallone, hanno invitato gli sportivi e gli inguaribili innamorati di calcio a sostenere l’AIRC, con l’obiettivo di investire su una nuova generazione di ricercatori di talento, che saranno i futuri campioni della ricerca sul cancro. Già, i futuri campioni della ricerca sul cancro, ma cosa fa lo Stato Italiano per incrementare la ricerca, i cervelli che si adoperano per costruire un domani fatto di certezze e non più legato alla flebile speranza? Poco o nulla si investe su un settore che dovrebbe avere la priorità su ogni altra cosa, perché si tratta della nostra salute e del futuro delle generazioni che verranno. E allora, come può essere incrementato il fondo per la ricerca scientifica? Dalla sensibilizzazione culturale che deve entrare nell’anima della gente, di tutti noi che dobbiamo percepirne l’importanza concreta che va oltre ogni senso di buonismo personale dettato dal momento. La ricerca sul cancro è qualcosa di diverso, di importante. E’ volere costruire il futuro stando accanto a chi soffre, a chi ha vissuto questa terribile esperienza con la fortuna di poterla raccontare. Tutto questo grazie alla Ricerca Scientifica, all’AIRC che spesso si identifica in quel 45510 che significa speranza e consapevolezza di un giorno forse ancora lontano, in cui l’umanità potrà sconfiggere un male che annienta il bene più prezioso per ognuno di noi: la vita. Assieme si può fare! Ciascuno, con quello che può. Come noi che scriviamo di calcio e che spesso e volentieri ci “distraiamo” tra mille altre sfaccettature che compongono la commedia della vita.

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