La storiella del contadino

La storiella del contadino

 

Antonio Dovico –– Il caldo spacca le pietre e incrociandoci coi conoscenti ci fornisce l’occasione di uno scambio di battute. Mamma che caldo, stamu squagghiannu! Ma neppure il freddo è da meno: si crepa du friddu, commama a fari

Qualcuno ribelle all’ordine atmosferico impreca contro il Reo che ci manda queste sventure.

Mai una lode quando il sole primaverile ci indennizza di tutti i disagi che ci procurano le stagioni estreme. Per fortuna, da quando la nostra alimentazione non dipende più dai nostri poderi, al Padreterno non facciamo più pervenire i nostri crucci per l’annata agricola scarsa. Quante imprecazioni (ma anche preghiere) quando mancava la pioggia da troppo tempo, oppure ne cadeva oltremisura. E lo stesso avveniva per il sole e per il vento. Specializzati in materia di lamentele erano i contadini che possedevano qualche piccolo appezzamento di terreno, dal quale dipendeva il sostentamento della famiglia. Fu appunto un contadino a raccontarmi la storia che sentirete.

Noi non siamo mai contenti di come va il tempo, e bestemmiamo Dio.

Un giorno Lui chiamò uno che non era mai contento del tempo, e gli disse: mi giungono spesso le tue lamentele e ho deciso di esaudire tutte le tue richieste. Quando mi chiederai bel tempo io te lo manderò. Lo stesso farò con la pioggia, e con il vento. Soddisferò tutte le tue richieste.

Il contadino esultò di gioia. Richiese il bel tempo per seminare e fu esaudito. Poi chiese l’acqua, e poi di nuovo il sole perché maturassero le spighe, e tutto andò secondo il suo desiderio. La sua messe bionda era alta e robusta, le spighe promettevano abbondanza e qualità. Venne il tempo che nell’aia abbisognava una leggera brezza. Arrivò non appena invocata. Ma cosa videro gli occhi meravigliati del contadino? Pula: nient’altro che pula! Neppure l’ombra di un chicco. Stordito dalla delusione, sentì che Dio lo chiamava. Salvatore, Salvatore, ho risposto a tutte le tue richieste. Sei contento? Come posso esserlo, Signore, se ho lavorato tanto per raccogliere soltanto pula? Tu mi hai concesso tutto quanto ti ho chiesto e mi aspettavo un raccolto meraviglioso, invece eccomi nella più profonda tristezza. Forse ho dimenticato di chiederti qualcosa a tempo giusto? Proprio così, Salvatore, tu hai dimenticato di chiedere la cosa che più di tutte le altre produce abbondanza, anche quando non ci se l’aspetta: la Grazia di Dio!

3 settembre 2011

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