I “Centristi per Milazzo” chiedono un incontro per attivare servizio mensa

I “Centristi per Milazzo” chiedono un incontro per attivare servizio mensa

I consiglieri del gruppo “Centristi per Milazzo” (Magliarditi, Coppolino e Piraino) hanno chiesto al presidente del consiglio, al sindaco e all’assessore alla pubblica istruzione, un incontro urgente alla presenza dei dirigenti scolastici degli istituti comprensivi primo, secondo e terzo e del Comitato dei genitori per discutere delle iniziative utili da intraprendere al fine di garantire la riattivazione del servizio mensa. “Ribadiamo la forte importanza sociale del tema – si legge nella nota – ed auspichiamo che l’Amministrazione sia aperta e disponibile alla discussione e si dimostri concretamente impegnata nel dare risposta alle famiglie”.

La questione era stata affrontata nel corso dell’ultimo consiglio comunale con un intervento preliminare dalla stessa Maria Magliarditi. Dopo aver richiamato una sua interrogazione, la consigliera ha evidenziato che lo scorso 28 ottobre l’Amministrazione ha comunicato ai dirigenti scolastici degli istituti comprensivi 1 2 e 3 che non era in grado di garantire il servizio di refezione scolastica. Nella stessa missiva si dava generica rassicurazione sulla prossima riattivazione del servizio, successivamente, “alla normalizzazione della situazione deficitaria dell’Ente”. Sarebbe stato opportuno informare preventivamente il consiglio comunale ed invece ci si è limitati ad una breve nota. I rappresentanti dei genitori, cui va tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà, sono stati lasciati soli e ad oggi so personalmente che si stanno adoperando, comunque, per cercare di garantire, totalmente a loro carico, un servizio di refezione ai propri figli. Le Famiglia si stanno sostituendo al vuoto, alla latitanza del Comune. Tutto ciò è inaccettabile anche perché se davvero si provvederà in maniera privata il ticket sarà uguale per tutti in quanto non più legato al reddito. E allora mi chiedo: in una scuola pubblica un genitore che non se lo può permettere si troverà a dover comunque pagare per non discriminare il figlio?”

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