Ordine del giorno dell’Assemblea della sezione milazzese di Italia Nostra: non si privatizzi Villa Vaccarino

Ordine del giorno dell’Assemblea della sezione milazzese di Italia Nostra: non si privatizzi Villa Vaccarino

L’assemblea dei soci di Italia Nostra di Milazzo, riunitasi domenica 5 febbraio 2017, esprime viva preoccupazione per le notizie di stampa secondo cui Villa Vaccarino potrebbe essere ceduta a privati.

 La Villa è un edificio di grande pregio architettonico, fondamentale  per il rilancio turistico della Città, acquisita nel 1982 al patrimonio comunale di Milazzo per essere adibita a sede di uffici giudiziari  e nel 2014 tornata nella disponibilità del Comune stesso (a parte i locali che custodiscono l’archivio degli atti giudiziari) .

E’ un gioiello Liberty (ultima testimonianza di questo stile rimasto a Milazzo, insieme al Villino Greco, sul quale è già apposto un vincolo architettonico), realizzato nel 1930 da Gaetano Bonanno (con decorazioni di Michele Amoroso) ispirandosi allo stile di Ernesto Basile.

Sorge su quella che era stata l’area di difesa del cinquecentesco Quartiere spagnolo (del cui bastione terminale restano tuttora tracce nel giardino) in posizione rialzata rispetto alla strada, circondato da un grazioso giardino con una vasca che contiene un isolotto a forma di Sicilia. 

L’aspetto elegante e insieme monumentale dell’edificio,  accentuato dalle stradelle e dalle scalinate che conducono ad esso, è caratterizzato da un armonioso loggiato con colonne, un corpo angolare avanzato con frontone svettante, e ricche decorazioni (capitelli con fogli d’acanto e rose, bassorilievi a disegni floreali e festoni) che ritornano nei raffinati interni -insieme a soffitti cassettonati, stucchi, dorature e dipinti (fra cui una veduta della Città Murata)- e sono richiamati dalla grande cancellata esterna, dai lampioni e dal mirabile parafulmine in ferro battuto.

 

La Sezione di Milazzo di “Italia Nostra”

Ø  chiede all’Amministrazione ed al Consiglio Comunale che Villa Vaccarino – come il Teatro Trifiletti, Palazzo D’Amico, i Mulini Lo Presti, la dismessa Stazione ferroviaria- rimanga tra i beni inalienabili della Città, ne venga confermata la destinazione pubblica  e vengano messe in atto iniziative che portino al loro recupero, perché solo partendo dalla valorizzazione di essi e dell’intero patrimonio monumentale, architettonico, artistico e naturalistico della Città si può progettare un nuovo modello di sviluppo economico, sociale e culturale di Milazzo basato sulle sue risorse e vocazioni naturali;

Ø  sollecita la Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Messina a dar seguito alla sua Dichiarazione  d’interesse –ai sensi dell’art. 4 della L. 1089/1939- del 25.8.1982, notificata al Comune di Milazzo e trasmessa al competente Assessorato regionale (che però non ha ancora emesso il conseguente decreto di vincolo), intervenendo ulteriormente perché il suddetto Assessorato provveda all’ apposizione del vincolo architettonico e artistico;

Ø  propone alle associazioni, ai club service, al mondo della cultura e della scuola, agli operatori turistici e a quanti sono interessati al destino del nostro patrimonio storico, artistico e naturale un impegno comune perché il tema del recupero, della tutela e della fruizione con finalità culturali e turistiche di esso sia posto al centro del dibattito pubblico cittadino e siano intrapresi percorsi di proposta e progettazione concreta su cui chiamare al confronto le Istituzioni, gli amministratori pubblici e le forze politiche.

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