Sindone, viaggio nell’anima di chi cerca una spiegazione

Sindone, viaggio nell’anima di chi cerca una spiegazione

Salvino Cavallaro – Sono trascorsi quasi due anni da quel primo giorno in cui vidi la Sacra Sindone. Una Ostensione eccezionale iniziata ufficialmente il 19 Aprile e poi conclusa il 24 Giugno 2015. Ricordo che per Torino e il mondo intero si è trattato di un avvenimento culturale e religioso emotivamente intenso, la cui attenzione si è focalizzata unicamente sul significato profondo di un oggetto archeologico che ispira da sempre tante domande e molta curiosità. C’è chi attraverso quel lenzuolo ha voluto vedere Dio per verificare la sua esistenza, chi ha avuto difficoltà a convincersi che esiste veramente e c’è pure chi avrebbe gradito parlargli intimamente per scambiare alcune vedute sul significato della nostra esistenza. Una miriade di dubbi cui il genere umano è afflitto fin dalla nascita. Eppure sembra ieri che ho visto credenti e non credenti, curiosi, scettici e Cattolici Cristiani che hanno avuto bisogno di vedere, di rendersi conto di uno dei più grandi misteri della storia. Ma la Sacra Sindone è sempre lì da tanti anni, salvata per miracolo da un incendio che qualche anno fa si è sviluppato nel Duomo di Torino. Un lenzuolo cui nemmeno la scienza ha saputo dare una risposta precisa a tante domande, ma che si ripropone sempre nel tempo come simbolo di una voglia di sapere, di capire, di vedere il viso e il corpo di Dio, dopo avere studiato la storia del suo farsi uomo. L’Altissimo rivisitato in tutto il suo percorso di vita, che va incontro alla crocifissione e alla morte per poi essere avvolto in un sudario; il lenzuolo in cui sono rimasti tangibili i segni delle ferite e del sangue versato. Ma questo è ciò che la Fede Cristiana ci insegna. Un intimo segnale di profonda spiritualità che ci induce a pregare e quindi a credere davanti al volto di Gesù. Ma per il non credente la Sindone può essere soltanto curiosità, un guardare con attenzione i tratti che rappresentano il dolore, la violenza, l’abbandono, la morte. E’ come cercare una logica spiegazione che da sempre la scienza ha tentato di dare con evidente insuccesso, nonostante l’accanimento della ricerca su un oggetto che resta unico nella storia dell’archeologia. Ma porsi dei dubbi sulla Sindone, se quel volto e quel corpo martoriato fossero davvero di Dio fatto uomo, è lecito, non offende nessuno, non è pensiero irriverente, anzi, diremmo quasi che c’è uno stimolo in più nella ricerca di capire per avvicinarsi a lui, piuttosto che snobbarlo e lasciarsi prendere dal disinteresse. Il desiderio di definire l’immagine di Dio, dunque, è un bisogno non soltanto religioso di capire un qualcosa che forse soltanto la Fede Cristiana può dare come risposta. C’è chi sostiene che in quel lenzuolo sia stato avvolto un uomo qualunque di quel periodo storico in cui esisteva la crocifissione come atto punitivo. Ma se così fosse, come può un lenzuolo restare così intatto e chiaro nella sua esposizione iconografica? La scienza non lo sa! E noi? Continuiamo a dividerci tra credenti convinti del reale corpo e volto di Dio attraverso la Fede Cristiana, e scettici che continueranno a recitare il ruolo che fu di Tommaso (se non vedo e non tocco, non credo). E’ il mistero della Sindone che si accompagna a tanti altri interrogativi come la nascita dell’uomo, il significato della sua esistenza, delle atrocità, del dolore, della gioia di certi momenti e poi della morte. Si nasce, si cresce, si muore. E’ la storia di Dio fatto uomo, in cui le persecuzioni, le atrocità, le ingiustizie, le cattiverie dell’uomo si moltiplicano quale segno di un destino legato all’esistenza umana. Chi siamo, da dove veniamo, perché siamo nati se poi dobbiamo morire? Sono tutte tematiche profonde, domande che si ripropongono legittime, che entrano nell’anima e che vanno oltre il significato di una logica che forse non c’è. Ma chi riesce a dare una risposta a tutti questi perché attraverso la Fede in Dio, dà un significato profondo al senso della vita, alle manifestazioni di gioia e di dolore che accompagnano il cammino terreno. E forse chi riesce a vedere Dio attraverso l’anima della Sindone, a sentirlo proprio in tutto il suo rincuorarti, capisce che non ci sarà mai alcuna scienza che potrà darci il significato dell’esistenza umana. Ed in questo periodo di Quaresima, annuale appuntamento cristiano sul significato della morte e della resurrezione di Dio fatto uomo, è il mistero che deve unirci e farci rispettare. Credenti, non credenti e scettici per indole.

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