RIENTRATI DAL KENYA TRE ITALIANI: POLI STEFANO, LEONE ALBERTO FULVIO E MELE MARIO “IL GURU DELLE DISCOTECHE”

RIENTRATI DAL KENYA TRE ITALIANI: POLI STEFANO, LEONE ALBERTO FULVIO E MELE MARIO “IL GURU DELLE DISCOTECHE”

Una vasta operazione antidroga della polizia Kenyota di pochi giorni fa  ha portato all’arresto di 12 criminali tra cui Poli Stefano, Leone Alberto Fulvio e Mele Mario, meglio conosciuto come il “Guru delle Discoteche”.

L’indagine condotta in maniera sinergica dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – INTERPOL, della Direzione Centrale Polizia Criminale ed il Nucleo Polizia Tributaria di Nuoro ha permesso la cattura dei tre elementi di spicco della criminalità di matrice finanziaria e collegata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

POLI Stefano, nato a Gorno (BG) in data 14 agosto 1946 deve scontare  una pena di anni 10 e 9 mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta; LEONE Alberto Fulvio, nato a Genova in data 8 aprile 1949, 8 anni e 9 mesi di reclusione per traffico di sostanze stupefacenti colpito e per reati finanziari ed appropriazione indebita.

Mentre il MELE latitante dal 2013, per sottrarsi all’arresto da parte degli uomini del Comando Provinciale Guardia di Finanza di NUORO, si recava in Kenya dove continuava la propria attività imprenditoriale nel settore delle discoteche e dei locali alla moda.

A Malindi, sulla scorta del “successo” ottenuto in terra sarda  inaugurava e gestiva personalmente il club “PATA PATA Beach Club”, lo stesso nome della discoteca che lo aveva reso celebre in Sardegna.

Il club di Malindi risulta situato su una spiaggia di fronte all’oceano indiano ed arredato e progettato dallo stesso “ Guru delle discoteche”, come amava farsi chiamare il MELE.

All’imprenditore sardo, accusato di evasione fiscale, è stato possibile, attraverso una rete di indagini a maglie strette avviate nel 2012 dagli uomini del Comando Provinciale della GdF di Nuoro, contestare ricavi non dichiarati per circa 17 milioni di euro e IVA sottratta all’Erario per circa un milione e mezzo di euro.

In territorio africano proseguiva nell’attività illecita già condotta in Sardegna, con incassi non dichiarati al Fisco, accumulati essenzialmente attraverso la gestione di locali di tendenza dell’isola come il “Buddha del Mar” di San Teodoro, il “Boca Chica” di Nuoro e il citato “Pata Pata” di Budoni e con l’utilizzo di società create ad hoc e intestate a “prestanome” nonché l’impiego di lavoratori irregolari, la commissione di abusi edilizi, “bancarotte” e reati societari.

I tre italiani sono appena giunti all’aeroporto di Roma Fiumicino e dopo le formalità di presa in consegna negli Uffici di Polizia di frontiera aerea saranno a disposizione dell’Autorità giudiziaria italiana.

 

 

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