Il ricordo delle bombe, della fame e della tanto attesa libertà

Il ricordo delle bombe, della fame e della tanto attesa libertà

Salvino Cavallaro – E’ tempo di fare un po’ di dietrologia senza affondare nella retorica. E’ tempo di sfogliare le pagine ingiallite del nostro passato, la storia del nostro Paese che dopo quegli estenuanti anni di guerra è eternamente alla ricerca di una stabilità economica, sociale e di valori perduti. Già, i valori perduti. E persino il concetto di guerra è cambiato dopo l’avvento dell’Isis. Ma il 25 Aprile è l’anniversario della Liberazione d’Italia, il giorno di quell’anno 1945 in cui le città d’Italia furono liberate dalle truppe nazifasciste. La nostra generazione che ha vissuto quella storia soltanto attraverso i libri di scuola, è legata sempre al rispetto e alle riflessioni su chi ha creduto nelle ideologie ed ha pagato con la propria vita il futuro di un’Italia e di un mondo diventato ormai troppo superficiale. Il 25 Aprile di quest’anno 2017 sarà celebrato dal presidente della repubblica Sergio Mattarella, il quale ricorda al nostro Paese che servono “cittadini attivi”. Il Capo dello Stato è arrivato all’Altare della Patria per prendere parte alle celebrazioni della festa della Liberazione ed ha deposto la corona di fiori davanti al Vittoriano, mentre è stato salutato dall’Inno d’Italia. Da una nota si legge che il presidente Mattarella ha detto: “Giornate come questa ci riconducono alle origini della democrazia e della nostra convivenza, al sacrificio dei tanti che persero la vita per la libertà e per ridare all’Italia la sua dignità. Questi giorni riportano a sacrifici e a momenti storici incancellabili. Tante storie personali hanno fatto in quel periodo la storia nazionale e costituiscono la base del nostro presente”. Parole che ci piacerebbe tanto non fossero legate a doveri istituzionali, ma che al contrario rappresentassero l’emblema di un’Italia più convinta e decisa a migliorarsi eliminando corruzione, inganni, evasioni fiscali e quanto di peggio possa significare ciò che è anticostituzionale e antidemocratico. E se non fosse utopia, ci piacerebbe proprio che nel celebrare questo ennesimo anniversario della Liberazione del nostro Paese, si incoraggiassero le promesse fattive di un tentativo di miglioramento etico e sociale, per una Nazione più democratica e rispettosa della Costituzione, di quanto non lo sia effettivamente.

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