Gestione comparto rifiuti, il sindaco di Milazzo scrive alla Regione

Gestione comparto rifiuti, il sindaco di Milazzo scrive alla Regione

Il sindaco Giovanni Formica ha deciso, assieme ad altri amministratori del comprensorio tirrenico di inviare una lettera all’assessore regionale all’Energia, al dirigente generale del Dipartimento acqua e rifiuti, al commissario straordinario Srr “Messina Area metropolitana” e “Messina Provincia”, al ministero dell’Ambiente, all’Anac e al prefetto per segnalare la grave situazione esistente nel comparto rifiuti e per chiedere un incontro urgente all’assessore regionale al fine di chiarire tutte le problematiche esistenti «in ossequio ai principi di leale collaborazione che devono improntare i rapporti tra livelli di governo locale e regionale».

«La legge attribuisce in via esclusiva alla Srr la competenza ad espletare le procedure per l’individuazione del gestore del servizio integrato dei rifiuti nel territorio dell’ambito di riferimento – scrive Formica – e in virtù di tale disciplina legislativa, i Comuni non possono indire, in via ordinaria, alcuna procedura di affidamento del servizio rifiuti. A seguito del perdurante stato di inoperatività della Srr di Messina è stato nominato un commissario che entro il 30 aprile scorso avrebbe dovuto “affidare direttamente (in house) e in via temporanea la gestione del servizio di raccolta, trasporto e spazzamento dei rifiuti nei territori comunali di competenza”. Ad oggi il commissario straordinario non ha individuato alcun gestore cui affidare, anche in via temporanea, il servizio rifiuti nel territorio dell’ambito, né, malgrado le richieste rivoltegli a riguardo, ha comunicato agli enti i suoi intendimenti circa le modalità e la tempistica di esercizio delle funzioni di competenza. Ecco quindi che siamo stati costretti a fronteggiare le situazioni di emergenza igienico-sanitaria con le ordinanze ex art. 191. Ma ciò avrebbe dovuto essere un fatto straordinario, non la normalità che ha determinato lo stato di incertezza e soprattutto non lascia intravedere spiragli positivi di cambiamento dello stato delle cose».

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