Trentenne in carcere per estorsione, lesioni e violenza privata. Vittime dell’uomo la madre e la compagna. Eseguito mandato d’arresto europeo

Trentenne in carcere per estorsione, lesioni e violenza privata. Vittime dell’uomo la madre e la compagna. Eseguito mandato d’arresto europeo

Sono stati gli agenti delle Volanti ad eseguire ieri la misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di un trentenne messinese procedendo al suo trasferimento presso la casa circondariale Messina Gazzi. I reati contestati sono estorsione, lesioni personali e violenza privata.

Alla misura si è arrivati attraverso la ricostruzione da parte degli stessi poliziotti della delicata vicenda familiare che vede protagonista l’odierno arrestato e la sua famiglia, in particolare la madre e la convivente.

Da mesi infatti il trentenne era diventato l’incubo delle due donne con reiterate richieste di denaro alla prima e continui scatti di rabbia caratterizzati da un’insana gelosia nei confronti della seconda.

Alla volontà di giustificare tale condotta tentando di far ragionare l’uomo è subentrata la paura per una crescente violenza dimostrata in più occasioni.

Quando il trentenne ha iniziato a minacciare le due donne e a distruggere mobilia e suppellettili è scattata la richiesta di aiuto alla Polizia. La situazione è ulteriormente degenerata quando al rifiuto di dare altri soldi, il figlio ha aggredito il genitore fisicamente stringendogli le braccia con forza e strattonandolo.

La Polizia di Stato esegue mandato d’arresto europeo per uno dei complici della rapina all’addetto consegna pizza express.

Risale a qualche giorno fa il fermo di P.G ai danni di quattro tedeschi, tre maggiorenni ed una minorenne, per il reato di rapina ai danni di un pony express addetto alla consegna delle pizze.

I quattro erano a bordo di una Ford Focus station Wagon intestata ad un loro connazionale quando i poliziotti delle volanti ne interrompevano, assicurandoli alla giustizia, gli ulteriori propositi criminosi.

Gli operatori ,come di consueto, iniziavano un’approfondita attività di indagine riguardante anche il mezzo all’interno del quale erano state, tra l’altro, rinvenute due targhe abbinate ad autovettura italiana di proprietà di un messinese.

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