Tra stupri e abusi sessuali. Il mondo mette a nudo il suo lato peggiore

Tra stupri e abusi sessuali. Il mondo mette a nudo il suo lato peggiore

Salvino Cavallaro – I fatti di questi ultimi giorni non incoraggiano le persone perbene. Il dilagare della violenza inaudita fa pensare a un mondo satanico in cui l’irragionevolezza si manifesta come espressione di normalità. Dopo le nefande brutture del branco notturno di Rimini, adesso ci mancava pure la denuncia di due studentesse statunitense che sarebbero state stuprate da due carabinieri in servizio. Diverse sono le domande cui i carabinieri sono tenuti a rispondere al tavolo dei magistrati. Ma fermo restando che il risultato delle indagini confermino la colpevolezza dei due rappresentanti delle Forze dell’Ordine, il punto focale ed aberrante sta proprio nella naturalezza con cui anche coloro i quali dovrebbero rappresentare la sicurezza e la protezione dei cittadini, adesso diventano pure potenziali nemici dei quali diffidare. Stuprare e uccidere di botte all’uscita delle discoteche, per strada o in qualsiasi altro posto, crea uno stato d’ansia notevole. Il mondo è in subbuglio, il male sembra prevaricare sul bene e la tendenza all’aggressione fisica si ingigantisce in maniera abnorme. Una ricerca ISTAT attesta che ogni giorno in Italia, almeno sette donne in media subiscono una violenza sessuale. Molti psicologi intravedono nel fenomeno degli stupri un malessere che si coglie dal punto di vista del singolo e che si riflette anche a livello collettivo come la manifestazione di un disagio, di un bisogno di potere che nasconde un’impotenza sempre maggiore che sta diventando psicologica e fisica. Rabbia, voglia di dominare, sadismo, facili e appetibili opportunità, possono essere le cause scatenanti. Ma qual è il pensiero sociale su questi atti di violenza così bruta e reiterata? Fotografare la piaga delle violenze sessuali in base ai dati ufficiali non è facile. Sì, perché il fenomeno è in gran parte sommerso e non è facile quantificare ciò che non viene denunciato talora anche nell’ambito delle famiglie. Numeri impressionanti che spesso danno una spiegazione di un atto di moralizzazione per oltraggio alla legge. In genere le azioni dello stupratore servono a dimostrare qualcosa a qualcuno che è sempre un altro uomo; una sorta di falso modello di forza e mascolinità che manifesta il chiaro intento di libido, che è diretto al potere e non al corpo della vittima. Insomma, stiamo parlando di aberranti deviazioni sessuali e sociali che partono da lontano e che trovano il loro terreno ideale proprio tra persone senza scrupoli, che fanno della violenza il loro credo di vita. Tu puoi parlare e scrivere di rispetto della persona e della donna in modo particolare, ma la tendenza alla violenza gratuita diventa un fatto quasi persecutorio nello scegliere la vittima predestinata. E’ il frutto di una società violenta, sempre più alla ricerca di qualcosa di appagante che non c’è, che non esiste certamente nei meandri incancreniti del male. E’ il mondo di oggi che si manifesta tra mille processi di estremizzazione e che non riflette mai sul senso della vita, sulla sua importanza, sulla sua unicità, sui suoi valori chiusi ormai dentro il cassetto delle cose dimenticate e forse anche desuete. E’ la giungla che ci troviamo a combattere tra l’apparire del giorno e il calar delle tenebre. Sì, perché per noi il concetto di vita è un altro!

 

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