Recital, quando il teatro racconta la vita

Recital, quando il teatro racconta la vita

Iannuzzo in Recital  —

Salvino Cavallaro – Capita di vedere uno spettacolo teatrale, innamorarsi e poi negli anni rivederlo come se fosse la prima volta. E allora ti chiedi se sei tu a entrare dentro le tematiche di quei testi teatrali che hanno lasciato in te qualcosa di riflessivamente indelebile, oppure è l’attore stesso che è stato capace di incarnare in te il richiamo di un dèjà vu dal quale ti senti attratto. Stiamo parlando di “Recital”, lo spettacolo teatrale i cui testi sono condivisi da Renzino Barbera e Gianfranco Jannuzzo, che non finisce mai di stupire per qualità, stile e fondatezza di temi sociali che parlano di vita. Il panorama nazionale teatrale riferisce che dal 24 ottobre al 5 novembre, Gianfranco Jannuzzo si esibisce al Teatro Ghione di Roma per soddisfare la richiesta dei tantissimi aficionado al suo Recital. Una sorta di cavallo di battaglia dell’attore siciliano che rappresenta quella grande bellezza tutta italica, in cui la forza culturale dei vari dialetti ne rappresenta la storia di ogni regione del nostro stivale e delle persone che sono radici di unione. “Ho sempre cercato di raccontare gli italiani attraverso l’uso dei nostri dialetti” – dice Jannuzzo – “convinto come sono che essi abbiano, per la loro naturale immediatezza, spontaneità, ricchezza di sfumature, una forza di comunicazione straordinaria che ne rivelino quasi sempre il carattere di chi li adopera. Veneti, calabresi, liguri o campani, siamo tutti orgogliosi di essere italiani”. E, in effetti, Recital è un tipo di spettacolo che fa piacere rivedere perché parla della gente dell’Italia del Nord, del Centro e del Sud, con i loro dialetti che s’intersecano perfettamente agli usi e ai costumi di culture diverse, ma che al contempo sembrano simili tra loro nel profondo dell’umano pensiero. Tutto questo provoca grandi riflessioni che si antepongono a lunghi momenti di risate a crepapelle che Jannuzzo, con la sua conclamata abilità da palcoscenico rende vigorosa. In Recital c’è l’Italia di sempre con i pro e i contro del suo Nord e del suo Sud, con il lamento meridionale che si caratterizza in quel “lammicu” siciliano, in uno sfondo meraviglioso di mare che racconta la vita e la morte, la generosità e la riservatezza che spesso si scontrano e dopo si incontrano. E poi Girgenti, la terra tanto amata da Jannuzzo che gli ha dato i natali. No Agrigento ma Girgenti, quasi fosse meglio rappresentato con l’antico orgoglio della Terra dei Templi, dove persino i sassi raccontano i trascorsi di un luogo che è immenso sotto l’aspetto storico – culturale. Se a tutto questo si aggiunge il lato affettivo di un luogo che ti appartiene perché prolificano da più di mezzo secolo le tue radici profonde, ecco che tutto diventa traducibile pensiero filosofico di un amore che non ha confini. E’ la storia di Jannuzzo da Girgenti, che in giovane età si trasferì a Roma per volere della sua famiglia, incamminandosi in un percorso di vita fatto di arte e mille altre cose. E’ una storia simile a tanti meridionali della metà del secolo scorso, che hanno cambiato vita senza recidere mai quel cordone ombelicale legato alla propria terra d’origine. E’ lo spettacolo della commozione e della risata, in cui per un attimo non capisci bene quale delle due cose preferisci, tanto amabili sono entrambi. Questa è l’abilità del grande teatro offerto da Gianfranco Jannuzzo, attore siciliano che ci appartiene perché racconta il vissuto di noi italiani, del passato e dei trascorsi fatti di valori che ci hanno educato alla vita. Ecco perché alla fine di ogni spettacolo, registriamo sempre grandi applausi e meritati tributi a un artista che è uno di noi per tutto l’orgoglio italico che ci contraddistingue. Gianfranco Jannuzzo, un attore completo del teatro italiano ad alti livelli.

 

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