DOMANI LA SICILIA VA AL VOTO. UNA GRANDE SFIDA CHE ANTICIPERA’ I RISULTATI DELLE PROSSIME POLITICHE?

DOMANI LA SICILIA VA AL VOTO. UNA GRANDE SFIDA CHE ANTICIPERA’ I RISULTATI DELLE PROSSIME POLITICHE?

Mai come ora la competizione elettorale siciliana servirà come banco di prova per sondare gli umori dell’elettorato in vista delle prossime elezioni politiche della prossima primavera. Il centro sinistra è preoccupato per questo e già tenta di dilatare i tempi per andare alle urne il più tardi possibile. In Sicilia i sondaggi, gli ultimi, danno il Pd in caduta libera anche per la frattura insanabile venutasi a creare con la scisssione dell’area D’Alema e Bersani, irriducibili estremisti di un tempo che fu.

I Cinque Stelle stanno lavorando da mesi con Cancellieri per aggiudicarsi la poltrona di Presidente ma le speranze potrebbero tramutarsi in una grossa delusione. Si sa che Grillo fa protesta, ma solo questo, perchè è ormai risaputo che gli indagati ce li ha in casa anche lui, sono già tanti, e che i suoi uomini assomigliano in tutto e per tutto a quelli che dicono di essere di destra di centro e ai punti estremi radicalizzati. Roma sta dettando risultati a iosa in quanto a “governance” e la sindaca Raggi è sulla graticola da tempo…diciamo dall’inizio.

Insomma, i grillini non sono poi tanto diversi degli altri, con l’aggravante che si professano, a parole, tali e non hanno capacità di gestione.

Ma torniamo in Sicilia. Qui i favoriti sono quelli del centro destra e se la gente andrà a votare vinceranno loro, solo se i siciliani manifesteranno un po’ di buon senso e s’informeranno bene su chi andranno e dovranno poi rappresentarli per 5 anni (basti pensare a Crocetta e a tutto ciò che ha combinato soprattutto nella sanità). Non è più tempo di protesta ma di proposta.

Il discorso si fa più serio se si pensa che a sinistra Renzi ha detto che in fondo il voto siciliano è un voto locale. Niente di più falso anche se certe dichiarazioni si fanno per sminuire la portata di una competizione vista da tutti come l’anticamera di una futura prossima disfatta.

Renzi ha fatto il Presidente del Consiglio per circa tre anni ma di risultati non se ne sono visti, se non in peggio. Si guardi alla “scuola buona”, un aborto bello e buono che ha sortito effetti devastanti con professori trasferiti dal Sud dove sono in abbondanza al Nord lontano dalle famiglie e con situazioni veramente drammatiche. Se la scuola buona era questa si è rivelata una bella pagliacciata e chi ha promossso questa situazione è semplicemente da esorcizzare. E poi i posti di lavoro: tutti precari, così anziché diminuire il precariato che già esisteva è aumentato a dismisura, solo che Renzi, tra l’altro, mena vanto per quel che ha fatto e cerca di trarne profitto elettorale enfatizzando risultati che sono veri e propri fallimenti.

Comunque gli elettori siciliani, se e come andranno a votare, penso che si siano già fatti l’idea del banco di prova della Sicilia per le imminenti elezioni politiche.

Un’altra cosa che non è andata giù agli italiani è il coraggio con cui si sono cambiati i vari presidenti del Consiglio negli anni senza passare per la strada maestra del voto. Li prendevano dai loro ranghi e di volta in volta li cambiavano non si sa per quali ordini dall’alto e con quali criteri. Tutto nel pieno dell’illegittimità consentita a cuor leggero non si sa da chi.

Tornando alla Sicilia questa è il campo di battaglia di un voto importante, Renzi se ne faccia una ragione e lo ammetta liberamente se è uomo libero altrimenti i risultati lo smentiranno su tutta la linea. Quindi l’appello agli elettori è quello di votare con scrupolo e coscienza nella consapevolezza che se si sbaglia ci saranno altri 5 anni perduti per lo sviluppo e un’eventuale rilancio della nostra Regione, la nostra terra.

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