Maltrattamenti che sanno di follia pura

Maltrattamenti che sanno di follia pura

Salvino Cavallaro – Le urla, gli schiaffi e le percosse che le cronache ci riferiscono in questi anni di violenza contro bambini e anziani, sono di inqualificabile senso dell’umano. Asili in preda alla violenza fisica e verbale da parte delle maestre contro i bambini, e assistenti di case di cura che maltrattano senza mezzi termini gli anziani. Aberranti immagini di odio che sanno di vera e propria follia verso chi non sa difendersi per una naturale fragilità. E’ il più raccapricciante e vomitevole gesto che una persona possa fare. Ma, per fortuna, in base a una proposta di legge è possibile che presto si addivenga all’imposizione di telecamere interne capaci di ragguagliare la situazione quotidiana anche negli angoli più nascosti. Vili comportamenti che sanno di giungla, dove gli operatori troppo spesso si lasciano andare a isterismi che non possono essere accettati per nessuna ragione. Ci rendiamo perfettamente conto della durezza di un lavoro che richiede molta forza fisica, mentale e capacità di sapere gestire con calma situazioni talora anche difficili. Tuttavia, pensiamo che il bisogno di lavorare per vivere non giustifichi il fatto di volere fare a tutti i costi qualcosa cui non sei portato. Se veramente hai bisogno di lavorare, cerca un’altra opportunità e lascia perdere di scatenarti senza senso contro chi non ne può nulla della tua ira feroce e malvagia. Fare la maestra d’asilo o l’assistente nelle case di cura per anziani è impegnativo, ed è per questo motivo che deve essere considerato un lavoro altamente qualificante e ben remunerato. C’è bisogno di corsi di aggiornamento sul personale, dove si insista particolarmente sulla predisposizione a trattare con le persone. Non si può promuovere delle figure inadatte e soprattutto inaffidabili. Gli asili come le case per anziani non sono dei lager, ma luoghi in cui il fatto educativo di chi dà e riceve, deve essere di primaria importanza. Si metta davanti a tutto la coscienza. Se c’è ancora!

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