Caltagirone, posto in stato di fermo un cittadino maliano indiziato del reato di omicidio volontario

Caltagirone, posto in stato di fermo un cittadino maliano indiziato del reato di omicidio volontario

Nella tarda serata di ieri, la Polizia di Stato ha posto in stato di fermo di indiziato di delitto un cittadino maliano trentenne in quanto gravemente indiziato del reato di omicidio volontario ai danni della moglie FRANCIS Miracle, con le aggravanti di avere agito per motivi abbietti o futili e con crudeltà.

Nella tarda serata del decorso 1 gennaio, personale della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. di Caltagirone interveniva presso il C.A.R.A. di Mineo (CT) dove, all’interno di un alloggio, segnatamente al primo piano, veniva rinvenuto il cadavere di una cittadina nigeriana, identificata per FRANCIS Miracle (cl.1991) – ospite del centro, riverso per terra in posizione supina.

Venivano avviate dagli investigatori della Polizia di Stato, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Caltagirone, le immediate indagini volte a fare luce sull’efferato fatto di sangue.

In particolare, veniva effettuato con l’ausilio di personale della Polizia Scientifica un meticoloso sopralluogo nell’alloggio, all’interno del quale veniva rinvenuto e sequestrato, accanto al corpo della donna, un coltello da cucina, con una lama di 13 cm circa, che presentava tracce di sostanza ematica.

Il medico legale intervenuto sul posto, a seguito di ispezione esterna, accertava che la vittima presentava una ferita da arma da taglio al collo, facendo emergere che l’autore del delitto aveva colpito la donna procurandole una profonda ferita da punta che ne aveva cagionato la morte.

Ultimati i rilievi della Polizia Scientifica, protrattisi per tutta la notte, l’alloggio veniva posto sotto sequestro.

Le indagini consentivano di acquisire univoci e concordanti indizi di responsabilità a carico di un cittadino del Mali il quale, recatosi a trovare la moglie ed i figli minori, di 8 e 6 anni, al culmine di una lite aveva colpito la donna, dandosi alla fuga.

Mentre le ricerche del soggetto si estendevano alla città di Catania, nel corso della mattina e del pomeriggio di ieri 2 gennaio venivano acquisite le dichiarazioni di alcuni cittadini stranieri  dalle quali emergeva univocamente, così come avevano già indicato i due figli minori, sentiti con l’ausilio di psicologi, che la donna era in casa con il marito il quale, al momento del ritrovamento del cadavere, si era già allontanato facendo perdere le proprie tracce.

I servizi di localizzazione dell’utenza del cittadino maliano, disposti dalla Procura della Repubblica di Caltagirone, confermavano che l’uomo – del quale veniva acquisita anche una fotografia – aveva raggiunto la città di Catania, cosicché veniva approntato un dispositivo di pattuglie volto al suo rintraccio, specie nella zona della stazione ferroviaria e dei pullman.

Nel pomeriggio di ieri, mentre proseguivano le investigazioni, un equipaggio della Squadra Mobile individuava il soggetto nella zona del centro cittadino, nei pressi di un Internet point.

L’uomo, privo di documenti, veniva accompagnato presso gli Uffici della Mobile laddove si rilevava presentare nel corpo graffi e abrasioni – compatibili con una colluttazione avuta con la vittima, n.d.r. – venivano espletate mirate attività da parte della Polizia Scientifica finalizzata alla ricerca di eventuali tracce di sostanza ematica e/o tracce biologiche sia sull’uomo che sull’abbigliamento indossato, che veniva posto sotto sequestro.

Nel corso delle investigazioni si appurava, inoltre, che la presenza del cittadino maliano nei pressi dell’Internet point non era casuale. Invero, l’uomo voleva incassare una somma di danaro in contanti che gli consentisse di raggiungere il Nord Italia e poi l’estero.

In occasione del controllo gli veniva chiesto di mostrare quanto in suo possesso e questi estraeva dalla tasca dei pantaloni un foglio manoscritto in cui erano segnati i nominativi della moglie e dei figli.

Durante la permanenza negli uffici di polizia l’uomo, in presenza di un interprete, non rendeva alcuna dichiarazione limitandosi ad affermare di non essersi mai recato presso il C.A.R.A. di Mineo (CT).

Nella tarda serata di ieri, alla luce dei gravi e concordanti indizi di responsabilità raccolti a suo carico, veniva posto in stato di fermo di indiziato di delitto per omicidio volontario, con le aggravanti di avere agito per motivi abbietti o futili e con crudeltà, ed associato presso il carcere di Catania – piazza Lanza a disposizione del Sostituto Procuratore di turno presso la Procura della Repubblica di Catania.

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