Monopoli (BA). Bullo 15enne di un Istituto Professionale arrestato dai Carabinieri per spaccio ed estorsione continuata commessi a scuola ai danni di coetanei

Monopoli (BA). Bullo 15enne di un Istituto Professionale arrestato dai Carabinieri per spaccio ed estorsione continuata commessi a scuola ai danni di coetanei

Ieri mattina i Carabinieri della Compagnia di Monopoli hanno eseguito una ordinanza di applicazione di misura cautelare del collocamento in comunità, emessa dal Tribunale per i Minorenni di Bari – Ufficio GIP – a carico di un 15enne per i reati di detenzione e spaccio di stupefacenti, estorsione continuata e furto.

Il provvedimento è stato emesso a conclusione di una attività di indagine finalizzata al contrasto della diffusione dello spaccio all’interno delle scuole. Tramite servizi di osservazione i Carabinieri hanno dapprima individuato dei movimenti sospetti che avvenivano all’uscita e all’ingresso degli orari delle lezioni di un Istituto Professionale del luogo, ed in seguito, coordinati nelle indagini dalla Procura dei Minorenni di Bari,  porre fine, con l’emissione della citata misura cautelare,  ad una situazione che da molto tempo minava la serenità degli alunni, fino addirittura a terrorizzarli.

In particolare è emerso che il 15enne aveva avviato all’interno della scuola un proprio giro di spaccio, obbligando i suoi coetanei, anche durante le lezioni, ad acquistare dosi di marijuana. Il giovane (sebbene ancora quindicenne) era già conosciuto dai Carabinieri di Monopoli per via dei suoi comportamenti indisciplinati e per essere un consumatore di cannabinoidi, ma soprattutto per essere stato coinvolto nell’omicidio di Giuseppe Dibello, l’anziano di 77 anni che per una bravata è stato fatto annegare in una scogliera di Monopoli, fatti per i quali risulta ancora indagato per omissione di soccorso.

Proprio per via del suo coinvolgimento in un omicidio il 15enne incuteva terrore nei compagni; gli altri studenti non solo erano costretti ad acquistare anche quando non gradivano, ma per ogni spinello pagavano cifre enormi (50,00 euro), che il minorenne riscuoteva senza ammettere discussioni. Tutti sapevano che il 15enne spacciava, ma nessuno osava contrapporsi per paura delle pesanti ritorsioni, ovvero minacce, percosse e un clima di terrore che li accompagnava per tutta la durata delle lezioni, tanto che alcuni chiedevano ai propri parenti di essere accompagnati all’ingresso e all’uscita pur di non incrociare il coetaneo.

Quest’ultimo, in una circostanza, quale alternativa al denaro, obbligava un acquirente a rubare ai propri genitori i gioielli di famiglia, anelli e collane (il cui valore è stimato in almeno 1.000,00 euro) in cambio di una cessione più generosa.

Nel corso dell’attività, a riscontro del quadro indiziario, è stato rinvenuto un involucro in cellophane contenente 53 grammi di marijuana occultati dal 15enne nei pressi della propria abitazione e verosimilmente destinati alla vendita ad altri studenti.

Al termine delle formalità, come disposto dalla Procura Minorile, il minorenne è stato accompagnato presso una Comunità per minori al fine di iniziare un percorso rieducativo.

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