Catania. Operazione “Adranos”

Catania. Operazione “Adranos”

La Polizia di Stato di Catania, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, ha dato esecuzione all´ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di 33 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso (clan Santangelo di Adrano), associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio delle medesime sostanze stupefacenti, estorsione, rapina, furto, ed altri reati contro il patrimonio, reati in materia di armi, con l´aggravante di aver agito avvalendosi delle condizioni di intimidazione connesse alla loro appartenenza alla citata associazione di tipo mafioso e al fine di agevolarne le attività illecite.
Le indagini, consistite in intercettazioni telefoniche ed ambientali, corroborate da osservazioni e pedinamenti sul territorio e dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, sono state coordinate dalla D.D.A di Catania e condotte dalla Squadra Mobile – Sezione Criminalità Organizzata – di Catania e dal Commissariato di P.S. di Adrano, nell´arco temporale settembre 2014 – settembre 2016.
La Polizia di Stato ha individuato e disarticolare l´organigramma dell´associazione mafiosa de-nominata Santangelo “Taccuni” di Adrano, alleata della famiglia catanese Santapaola – Ercolano, delineandone la piena operatività nel territorio di Adrano (CT).
Nel corso delle attività è emerso come l´organizzazione mafiosa “Santangelo-Taccuni” e l´avversa cosca degli Scalisi, alleata della famiglia catanese Laudani, dopo anni di aperta contrapposizione, avessero raggiunto un´intesa per la divisione dei proventi derivanti dalle attività illecite. In particolare, dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali è emerso il controllo del locale mercato ortofrutticolo, condiviso dalle due cosche, con l´imposizione del c.d “pizzo” agli operatori di settore, nonché quello dell´ingrosso delle carni.
Nel corso delle investigazioni, sono state accertate alcune estorsioni in pregiudizio di aziende ed esercizi commerciali in territorio adranita e la commissione di rapine e furti, anche ai danni di istituti bancari.
Proprio a riprova della condivisione di illeciti interessi tra le due cosche egemoni sul territorio, nella misura cautelare in argomento, appartenenti al clan Scalisi è contestata una tentata estorsione in pregiudizio del titolare di un´impresa di estrazione di materiale lavico, con sede in Adrano, nei cui confronti compivano atti idonei diretti in modo non equivoco – mediante minacce implicite di gravi ritorsioni contro l´incolumità personale e contro l´integrità dei beni aziendali, ed in particolare esplodendo dei colpi di arma da fuoco all´indirizzo dei beni aziendali – a costringere la vittima a versare somme di denaro, non riuscendo nell´intento per l´opposizione della vittima.
E´ stata contestata inoltre un´estorsione per aver costretto, mediante minacce implicite di gravi ritorsioni contro l´incolumità personale, una vittima a versare la somma complessiva di 31mila euro.
All´organizzazione mafiosa, è ascrivibile il tentato furto commesso la notte del 25 dicembre 2015 ai danni della filiale del Banco Popolare Siciliano, sita a Santa Maria di Licodia (CT) in via Vittorio Emanuele.
Nella circostanza, i poliziotti della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. di Adrano ave-vano arrestato, in flagranza di reato, 2 degli odierni soggetti, nonché altri 2malviventi – che non so-no tra i destinatari della misura cautelare – i quali, poco prima, dopo avere bloccato le strade di accesso al citato istituto di credito, utilizzando un escavatore, avevano scardinato dalla parete ove era installato il bancomat della citata filiale tentando di asportare il denaro per un ammontante pari a 75mila euro circa.
In sede di sopralluogo eseguito dagli investigatori della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. di Adrano, unitamente a personale del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Catania, sono stati rinvenuti e sequestrati una Fiat Uno, un Fiat Ducato ed una Fiat Punto, tutti risultati pro-vento di furto ed utilizzati per commettere l´azione criminosa.
Nel corso delle indagini, inoltre, sono stati acquisiti elementi di responsabilità nei confronti di 4 odierni arrestati per aver commesso una cruenta rapina in abitazione ed essersi appropriati della somma di euro 480mila euro.
I presidi tecnici, corroborati da attività di tipo tradizionale, inoltre, hanno fatto emergere un vasto traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina, marijuana ed hashish, confermando che l´organizzazione Scalisi si riforniva di droga acquistandola dai Santangelo.
Nel corso di perquisizioni eseguite a corollario dell´esecuzione della misura restrittiva, è stata rinvenuta e sequestrata anche una c.d. “penna pistola”.
Due destinatari della misura restrittiva sono irreperibili perché già all´estero.
Due destinatari della misura restrittiva, allo stato irreperibili, sono attivamente ricercati.
Espletate le formalità di rito, gli arrestati sono stati associati presso varie case circondariali siciliane.
Alla fase esecutiva hanno partecipato 200 unità della Polizia di Stato, tra cui equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale ed unità eliportata del Reparto Volo di Palermo, e le Squadre Mobili di Messina e Piacenza.

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