RIUNIONE DEI CAPI DELLA POLIZIA DELL’UNIONE EUROPEA (E.R.ME.S.)

RIUNIONE DEI CAPI DELLA POLIZIA DELL’UNIONE EUROPEA (E.R.ME.S.)

 

E’ in corso oggi a Roma la seconda riunione dell’European Relationship for Mediterranean Security (E.R.ME.S.) a cui partecipano i Capi della Polizia dei Paesi dell’Unione Europea che si affacciano sul Mediterraneo.

L’incontro, che segue quello di Lampedusa sul tema dell’immigrazione dello scorso giugno, è l’occasione per un confronto sul tema dello scambio di informazioni tra i servizi di sicurezza e le forze di polizia per la prevenzione e il contrasto del terrorismo.

Il Ministro dell’Interno Marco Minniti ha avviato i lavori della riunione con i vertici delle Polizia di Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Malta, Portogallo, Slovenia e Spagna.

Al centro dell’agenda c’è la condivisione dell’informazioni e l’esperienza italiana del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (C.A.S.A.), tavolo permanente tra polizia giudiziaria e servizi di intelligence, deputato alla valutazione delle minacce terroristiche e all’adozione delle conseguenti risposte operative a supporto dell’attività del Ministro dell’Interno.

I lavori si chiuderanno con l’adozione di una dichiarazione di intenti per delineare i principi e le linee di azione che potranno costituire la base per la definizione, in altri contesti internazionali di cooperazione strategica, di buone prassi da adottare nella comune azione di contrasto.

DICHIARAZIONE DI INTENTI

I Capi delle Polizie di Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Malta, Portogallo, Slovenia e Spagna si sono riuniti a Roma il 7 febbraio 2018, con i Vertici dell’antiterrorismo e i rappresentanti del comparto “intelligence” dei loro  Paesi per la seconda riunione dell’European Relationship for Mediterranean Security (E.R.ME.S.).

Nel corso del meeting si sono confrontati sul tema dello scambio di informazioni tra i servizi di sicurezza e le forze di polizia per la prevenzione e il contrasto del terrorismo.

Nel dibattito si sono condivise le esperienze nazionali e sono stati illustrati i meccanismi che ogni Paese predispone per la valutazione delle minacce terroristiche e l’adozione delle conseguenti risposte operative.

Inoltre sono stati enucleati principi e linee di azione che potranno costituire la base per la definizione, in altri contesti internazionali di cooperazione strategica, di buone prassi da adottare nella comune azione di contrasto.

I Capi delle Polizie hanno quindi convenuto di:

–       assicurare il massimo impegno per perseguire forme sempre più efficaci di osmosi informativa tra tutti i comparti interessati alla lotta al terrorismo, nella prospettiva che il valore dell’informazione non risiede nella proprietà del dato ma nella sua condivisione;

–       contribuire a dare maggiore impulso, in linea con il dibattito in corso nei principali tavoli dell’UE, all’individuazione di un percorso che possa condurre ad una effettiva interazione tra intelligence e law enforcement a livello europeo;

–       promuovere, nel dialogo con i Paesi terzi, la cultura dell’information sharing come elemento chiave dell’azione di prevenzione e contrasto al terrorismo.

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