Bocciatura del Piano Tariffario Tari, dichiarazione del sindaco di Milazzo Formica

Bocciatura del Piano Tariffario Tari, dichiarazione del sindaco di Milazzo Formica

In riferimento alla bocciatura del Piano tariffario e della tariffa Tari da parte del consiglio comunale nella seduta di venerdì sera, il sindaco Giovanni Formica ha rilasciato la seguente dichiarazione.

Ieri è accaduto un fatto incredibile. Mentre negli altri comuni i piani dei costi vengono bocciati perché aumenta la spesa, a Milazzo un’opposizione sfascista ha bocciato il piano perché i costi si sono ridotti. Voglio ragionare con gli stessi argomenti dell’opposizione. Abbiamo presentato una delibera con maggiori servizi (porta a porta in tutta la città, isola ecologica con riduzione sulla bolletta, pulizia spiagge ogni giorno nei mesi di luglio e agosto e guardie ambientali) che, stando alle parole del consigliere Midili, faceva registrare una riduzione di costi per 120 mila euro. Perché allora è stata bocciata? Se qualcosa nel servizio non andava bene si poteva modificare, magari riducendo ancora la spesa.

Diverso il ragionamento per il piano tariffario, che è un’altra delibera. L’opposizione ha segnalato l’esistenza di un errore commesso dagli uffici nelle tabelle relative alle utenze non domestiche e, invece di correggerlo, ha bocciato l’atto che riduceva la bolletta alle utenze domestiche e quindi alle famiglie, condannandole così a pagare lo stesso importo di quest’anno. Buon senso avrebbe voluto che l’errore si correggesse. Peraltro stiamo parlando di atti di competenza esclusiva del Consiglio Comunale e non del Sindaco. In aula c’erano due dirigenti, i revisori dei conti ed il progettista del servizio di igiene urbana proprio per consentire ai consiglieri comunali di apportare in tempo reale tutte le modifiche necessarie. La verità è che questa opposizione non ha voluto far percepire ai cittadini che già al primo anno di raccolta differenziata porta a porta ci sarebbe stato un risparmio in bolletta. Un modo sconsiderato di fare politica che antepone il proprio desiderio di giungere al comando all’interesse della comunità. Una scelta malata che rappresenta la negazione della politica”.

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