Bava – Coppitelli, un’accoppiata vincente

Bava – Coppitelli, un’accoppiata vincente

Foto Federico Coppitelli Le foto sono di Massimo Bava sopra e Federico Coppitelli sotto

Salvino Cavallaro – Nel calcio ci sono storie e personaggi che spesso fanno parlare di sé per concretezza. Una sorta di teoria delle poche parole e pochissime immagini promozionali, cui si crede fermamente per respingere gli inutili orpelli e centrare con le vittorie ciò che è essenziale. Eppure, nell’era in cui l’immagine mediatica fa volare anche i più mediocri, c’è ancora quell’angolo nascosto di capacità professionale del quale ci si ricorda soltanto quando accade qualcosa di eclatante. Massimo Bava è il responsabile del Settore Giovanile del Torino calcio.

Promosso in questo prestigioso incarico nel 2012, allorquando Antonio Comi divenne direttore generale, Massimo Bava in questi anni ha svolto un ottimo lavoro fatto di qualità e attente situazioni tecniche, che l’hanno portato a vincere diversi trofei e lanciare molti giovani tra i professionisti. Uno scudetto Primavera che mancava al Torino dal 1992, una Supercoppa Italiana e una Coppa Italia vinta l’altro giorno a San Siro contro il Milan, rappresentano per Bava un Palmarès di grande prestigio. Senza dimenticare la conquista di uno scudetto Berretti, un trofeo “Beppe Viola” e un trofeo “Maggioni – Righi” vinti con gli Under 17, che fanno da splendida cornice a un lavoro costante di chi conosce questo mondo del Settore Giovanile in cui la capacità di sapere aspettare certi giovani promettenti, si interseca alla perfetta collaborazione di uno staff capace di interagire per il bene della stessa società. E, visto che il contratto di Massimo Bava è in scadenza, pensiamo davvero che il presidente Cairo non abbia dubbi non solo a rinnovarglielo ma anche a ritoccarlo dal punto di vista economico. Ma dicevamo delle capacità oggettive di Bava nel sapere scoprire i talenti. Si chiamino Simone Edera, Bonifazi o Barreca, emerge sempre l’essenzialità di un lavoro d’equipe fatto quasi in sordina, che fa pensare a un ambiente in cui si lavora sodo e senza tanti squilli di tromba. Ma tra i tanti personaggi che in questi anni Massimo Bava ha voluto al Settore Giovanile del Torino, c’è quell’enfant prodige delle panchine giovanili italiane che risponde al nome di Federico Coppitelli. Un 33enne chiamato non a caso per sostituire la dipartita di Moreno Longo, che ha subito dato una sua impronta ben precisa a una squadra Primavera granata che è ben allenata dal punto di vista tecnico e tattico, capace di mettere in rilievo un gruppo che appare coeso in campo e nello spogliatoio. E non è un caso che la squadra di Coppitelli abbia vinto la Coppa Italia e stia facendo molto bene anche in Campionato. Non esistono ottimi risultati nel calcio se non c’è alle spalle un lavoro continuo, professionalmente capace nella conoscenza dei propri atleti a disposizione e nei dettami di una società che si prefigge degli obiettivi da raggiungere. E Federico Coppitelli, dopo avere allenato a Frosinone e nelle giovanili della Roma, è subito entrato in sintonia con il mondo Toro del quale ha subito sposato la gloriosa storia del Settore Giovanile e del Grande Torino. E così, con il desiderio di non deludere mai Massimo Bava che ha scommesso su di lui fin dall’inizio e con la gratitudine e l’orgoglio di lavorare per il bene della Squadra Primavera del Torino, nel 2016 Coppitelli comincia in tutta umiltà a sentire i palpiti dell’ambiente granata, su quella vittoriosa panchina che era stata di Moreno Longo. Oggi, a distanza di due anni, con la vittoria in Coppa Italia, Federico Coppitelli ha coronato il suo sogno che sa di partenza e non di arrivo. E’ il premio a un lavoro non sempre facile da gestire e dove i risultati sono sempre il frutto di un lavoro instancabile, capace di crederci in tutto e senza precludere nessun obiettivo da raggiungere. Noi, siamo stati testimoni oculari dell’attento lavoro di Coppitelli e del suo staff, in un allenamento fatto in quel di Rivalta . Era un limpido pomeriggio di inizio d’autunno, in cui anche se non si potevano prevedere certi prestigiosi risultati raggiunti in seguito, già si respirava l’aria della serietà professionale in un gruppo di ragazzi attenti e mai svogliatamente disamorati di ciò che gli veniva impartito dal proprio allenatore. Da qui è nata la nostra percezione di un futuro prodigo di soddisfazione per mister Coppitelli, per il suo staff e per i suoi ragazzi. Ebbene, con il senno di poi possiamo dire di non esserci sbagliati, perché troppo evidente era apparsa l’essenzialità di crederci. Dunque, quella Coppa Italia che i ragazzi del Toro hanno alzato orgogliosamente al cielo, non è altro che l’inizio di un percorso magistralmente diretto da Massimo Bava, da mister Coppitelli e da tutta una serie di persone che lavorano quotidianamente in quel Settore Giovanile del Torino Calcio, che da sempre si fregia di grande prestigio.

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