Douglas Costa, asso nella manica di Allegri

Douglas Costa, asso nella manica di Allegri

Foto di Douglas Costa —

Salvino Cavallaro – Dybala di qua, Dibala di là, Higuain che non va, Alex Sandro che arranca e Khedira che cammina, mentre Allegri sbaglia la formazione iniziale e poi si ravvede. Ma adesso state tranquilli, c’è Douglas Costa che sta dando una spinta spettacolare per vincere il settimo scudetto consecutivo. Il brasiliano sfodera il suo sinistro come fosse un martello pneumatico capace di fare gol e assist vincenti. A lui si devono i tre gol che la Juve ha rifilato alla Sampdoria e a lui si deve un certo brio nelle azioni di ripartenza. Sì, perché Douglas Costa crea superiorità numerica, dribbla uno, due, tre e a volte anche quattro avversari; poi va sul fondo o decide improvvisamente di andare verso il centro e inventare l’assist per il compagno meglio piazzato di lui. Il brasiliano è diventato l’elemento prezioso da pescare nel cilindro della Juventus, quando mister Allegri non sa che fare. E lui, quando il capo chiama, si alza dalla panchina fa riscaldamento ed è pronto a scombussolare tutte le carte degli avversari, ma anche dei propri compagni. E così ne beneficiano Mandzukic, Howedes e persino il redivivo Khedira. La presenza in campo dell’esterno brasiliano spacca la partita. Così è stato anche a Madrid, dove Douglas Costa è stato letteralmente la spina nel fianco degli avversari. Eppure Max Allegri lo lascia in panchina, poi lo chiama per entrare in campo e non si decide a ritenerlo un titolare fisso. Ma! Chissà….! In fondo, quando si hanno giocatori di questa portata ci si può anche permettere di sbagliare la formazione di partenza, tanto si ripara sempre. 4-3-3, – 4-3-1-2, – 4-3-2-1 o 3-5-2, questo brasiliano deve giocare perché è in un momento di forma, ma anche perché è un’arma vincente per una Juve che troppo spesso soffre di gioco lento, noioso e senza inventiva.

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