Governo? Fare e rifare è pur sempre un lavorare!

Governo? Fare e rifare è pur sempre un lavorare!

Salvino Cavallaro – Scomparsi i partiti, si deve ripartire dagli uomini. Ma dove sono? E’ un dato di fatto che sono passati quasi due mesi dalle elezioni e gli italiani si sono espressi chiaramente al voto, orientando le loro preferenze tra coalizione di Centro Destra e M5S, con la Sinistra bocciata su tutti i fronti. Risultato? Fare un Governo con loro non è difficile, è semplicemente impossibile. Due ideologie diametralmente opposte che, loro malgrado, sono state messe insieme da una legge elettorale che non va troppo per il sottile. Abbiamo ancora negli occhi e nelle orecchie le propagande elettorali, le promesse non mantenute e la carica di disprezzo che gli uni hanno sempre manifestato verso gli altri. E oggi che gli italiani aspettano si formi il nuovo Governo per far fronte alla miriade di problemi che attanagliano il nostro Paese, Di Maio e Salvini litigano per contendersi la poltrona da Premier. Da qui si sono moltiplicati quei veti e contro veti che sanno più di facciata che di sostanza. Sono riusciti a mettere in croce persino il Presidente Mattarella, il quale dall’alto dei suoi Poteri Costituzionali ha tentato più volte di ricucire uno strappo già sfilacciato in partenza. Niente da fare, ognuno è rimasto sulle proprie posizioni inventando scuse che fanno pensare a interessi strettamente personali, piuttosto che all’urgenza di mettersi d’accordo per il bene del Paese. In buona sostanza non è cambiato nulla sotto il cielo di questa Italia che dal punto di vista politico non sa più che fare. Il Presidente Mattarella, dopo avere dato l’incarico di cercare di formare il nuovo Governo alla presidentessa del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, la quale ha fallito il suo tentativo, ha incaricato per il secondo tentativo il Presidente della Camera Fico, il quale avvierà un nuovo giro di consultazioni con la delegazione penta stellata e quella dei democratici, per verificare una delle tante possibilità di dar vita a un governo tra il PD e il M5S, che prima delle elezioni sembrava assolutamente impossibile. Eppure, nonostante le parole di Di Maio contro Renzi, le Banche e Elena Boschi, adesso si cerca una certa intesa pur di lasciar fuori la Lega e Salvini che non ne vuol sapere di veti contro Berlusconi e la coalizione di Centro Destra. Insomma un gran casino all’italiana, proprio nel momento in cui le speranze degli italiani si erano affidate a un Di Maio che si è ritagliato addosso il vestito dell’unico vero rappresentante di un movimento capace di tutelare il Paese da inciuci e accordi politici sottobanco. Parole, parole senza fondamento, il cui risultato ha portato all’idiosincrasia generale verso una politica sterile, incapace e fatta di nulla. E pensiamo pure a Maurizio Martina che dopo le elezioni ha dichiarato che la Sinistra vuole rispettare il volere degli italiani che da partito di maggioranza l’ha declassata a partito di opposizione. E adesso che si è riaperta la ghiotta opportunità di ritornare a galla non per meriti propri, ma da una situazione contingente che si è creata inaspettatamente per assemblare in quattro e quattr’otto un governo di facciata, ecco che tutto ciò che è stato detto e fatto, scompare nel nulla. Programmi di governo diversi e punti di soluzioni politiche opposte tra M5S e Pd, adesso tutto è possibile come per incanto. Per questo diciamo che è ormai tracciata l’idea generale di un’Italia in cui i Partiti Politici si sono sciolti come neve al sole, al pari di quelle ideologie che ogni tanto accarezziamo sfogliando le pagine un po’ ingiallite della nostra storia, dei grandi statisti che abbiamo amato e odiato con ragione di convincimenti ideologici. Era l’Italia del dopoguerra, della Liberazione, della speranza nei valori democratici e soprattutto degli uomini. Quelli che adesso cerchiamo a fatica, nella speranza spesso perduta di trovarli ancora.

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