PENNIVENDOLI

PENNIVENDOLI

        
Antonio Dovico – Pennivendoli sono gli uomini che impugnano la penna con effetti molto simili a quelli dei sicari che impugnano il pugnale. Per  vile denaro vendono il proprio onore al miglior offerente, e così facendo offendono  la sostanza dei fatti. I pennivendoli sono quasi più biasimevoli degli omicidi, perché con la loro abilità dialettica, confondono l’opinione pubblica, instillando rancori e odio che prima o poi daranno i loro infausti effetti. Questo tristissimo tempo avrebbe bisogno d’informazione obbiettiva, veritiera al massimo,  per colpire efficacemente l’informazione interessata. E’ questa a trarre guadagno, quando può pescare nel torbido. La Verità è l’entità astratta la più efficace, perché consente la crescita armoniosa di una società umana.
 
Stamattina è comparso un articolo di giornale nel quale si rendeva pan per focaccia alla Germania,  la cui stampa, al tempo del naufragio della Concordia, partendo da Schettino, aveva gettato il ridicolo sull’ Italia intera. Cesare Sallusti, sul giornale di Berlusconi, titolava il suo articolo “Schettinen”.  Idea veramente infelice, per chi conserva ancora il senso della decenza e del congruo. Che cosa ha in comune un gesto di follia pura come quello del pilota tedesco che si suicida, incurante della vita dei passeggeri che invece vogliono vivere, con il comportamento di Schettino, assurdo fino all’inverosimile, a iniziare dalla manifesta irresponsabilità sua e di chi gli ha ordinato l’ ”inchino”, manovra ad alto rischio, giusto secondo previsione. Ciononostante, incoscientemente effettuata, con il disastro che ne è derivato.
 
Primo attore, un tipico bullo (ma non solitario) di scuola italiana, che nel momento di una manovra incosciente e spericolata, è tutto preso, a dir poco, dall’attenzione ad una bella viaggiatrice stranierà. Ecco dove la discussa italianità manifesta, in tutta la sua rinomata quanto  disdicevole caratteristica, la sua vocazione al gallismo. Ridicolo!
 
Per essere più chiaro, la follia non è frutto di cattiva disciplina attribuibile ad una nazione male organizzata, che mancherebbe di leggi, regolamenti, controlli. Requisiti essenziali per far funzionare tutti gli ambiti nei quali il singolo agisce. Se è così, mai accadrebbe ad un tedesco quanto è accaduto, perché chi oserebbe mettere in dubbio lo scrupolo, l’attenzione unita all’incontestabile efficienza germanica? La follia è un virus che si nasconde bene anche a chi ne è portatore, perché può manifestarsi nel brevissimo tempo della durata di un raptus. Frazione di tempo sufficiente per incendiare il mondo, ove se ne possedessero i mezzi.
 
Sallusti è un giornalista di spicco che si legge volentieri perché “scrive bene”, come si suol dire, oppure, altra versione: “è una buona penna”. Cosa diversa, però, l’attrezzo che scrive, dalla “mente che pensa”.
 
Il buon giornalista, butti via la penna e conservi la mente. La mente è coscienza, ed è la buona mente che deve educare al vero, il quale non manca mai di ornarsi di bellezza intrinseca. Sallusti e tanti altri professionisti della comunicazione simili a lui, pensino alla BELLEZZA che spazza via la bruttezza, se vogliono evitare lo smarrimento del gusto della vita che può giungere  alla tragedia che abbiamo conosciuto.  

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