Quale ragione?

Quale ragione?

Antonio Dovico – La partita tra creazionisti ed evoluzionisti sembrava definitivamente chiusa. Quei babbei che attribuiscono il Creato a un Dio impossibile, hanno dovuto arrendersi. Fior di scienziati di tutto il mondo, tra cui il nostro grande Umberto Veronesi, Margherita Hack, Rita Montalcini e una nutrita

compagnia di loro colleghi, manifestano tutta la loro certezza, riguardo a come tutto è venuto all’esistenza. L’autore dell’Universo, e di tutto ciò che contiene, sarebbe il caso, non quel Dio a cui possono credere soltanto gli imbecilli.

Ora, quando tutto sembrava filare liscio, col beneplacito di qualche autorità ecclesiastica arresasi

alla forza della scienza, qualcuno è venuto a rompere le uova nel paniere, postulando l’esistenza di un “Progetto intelligente”. Che sciocco! Dove l’ha vista l’intelligenza?

William Buckingham, capo di una commissione scolastica del distretto di Dover, Pennsylvania, nella primavera del 2004, annuncia che un nuovo libro di testo avrebbe reso conto della teoria del “disegno intelligente”, a fianco di quella sull’evoluzione. Le proteste dei membri della Commissione si sono fatte sentire. Undici famiglie si sono rivolte alla Corte Federale, patrocinate da una pattuglia di avvocati appartenenti all’Unione per le Libertà Civili della Pennsylvania.

La teoria di Darwin viene difesa a spada tratta da tutti quelli che vi credono. Ma quanti sono? Tanti. E perché ci credono? Perché s’insegna nelle scuole, nei libri, nella televisione. Ma non solo: anche da qualche pulpito!

Nell’aprile del 2004 la ministra della Pubblica Istruzione Letizia Moratti, ha emesso un decreto col quale escludeva il darwinismo dall’insegnamento scolastico. Apriti cielo: un autorevole coro di protesta s’è alzato per farla ritornare sui suoi passi. L’illustre oncologo Umberto Veronesi ha pubblicato un articolo su La Repubblica del 23/04/2004 nel quale esprimeva il proprio dissenso verso la Moratti. Così scriveva: “Chi fa scienza, e in essa crede fino in fondo, non può tacere davanti a un decreto che esclude la teoria dell’evoluzione dalla formazione degli adolescenti. […] Perché Charles Darwin … è la personificazione del desiderio di capire l’esistente – la natura , gli animali, la vita e i suoi equilibri – con il solo aiuto della ragione, prescindendo da qualunque visione trascendente. Bisogna capire bene lo spirito darwiniano. Chi a questo atteggiamento si ispira, vuole provare a capire il mondo con la forza dell’intelletto, […] . Io penso che il darwinismo sia un abito mentale imprescindibile per chi … crede nella funzione suprema della ragione e nella sua capacità di modificare il mondo a beneficio dell’uomo. […] . A 13-14 anni i ragazzi stanno sviluppando, o già hanno sviluppato, un loro modo di pensare e di vivere. Penso ad un esempio che mi sta molto a cuore: il fumo. I teenager iniziano a fumare intorno agli 11 anni e la comunità non riesce più ad intervenire su un comportamento universalmente riconosciuto come autodistruttivo, letale.” L’articolo non finisce qui: ma tanto mi basta.

Mi colpisce come la “ragione” (ma anche altre parole simbolo, come libertà, giustizia ecc.)venga spesso evocata da chi vuole convincere il suo prossimo dell’errore in cui si troverebbe.

Il lettore che sa usare la Ragione, non ha bisogno che sia un ignorantello come me a mettere a fuoco il ragionamento del famoso professor Veronesi, il quale, veramente la ragione la strapazza.

Se si cerca nel vocabolario il significato della parola “ragione”, si trova che essa è in contrapposizione a sentimento, istinto. I quali sono dei moti spesso improvvisi, incoerenti con la realtà. La usiamo tutti, convinti di usarla a proposito. Ma è così? Non potrebbe essere neppure se si adoperasse con onestà d’intenti. Perché io non incorra nella colpa di usarla arbitrariamente, ci voglio ragionare sopra e stabilirne le dinamiche, in modo che quando si usa abbia riconoscimento ufficiale, come possono averlo i pesi e le misure depositati nell’apposito Ufficio di Parigi.

Le verità che se s’intendono mettere sotto l’egida della ragione, debbono avere l’impronta dell’incontrovertibilità sostanziale delle asserzioni che si vogliono convalidare. Si può affermare che un assunto è ragionevole solo se ciò che sostiene può essere provato.

Se è rimasta qualche lavandaia vecchio stampo, come può comprendere il concetto di ragione espresso da lei, professor Veronesi, e tanti suoi colleghi? Chi le ha fatto conoscere i lumi della ragione?

Intanto la sprovveduta lettrice sappia che Darwin per evoluzione intende tante trasformazioni che riguardano gli esseri viventi. Per fare un solo esempio, riguardo agli animali, il serpente che sviluppa le ali e si trasforma in uccello. L’uomo, prima di diventare tale, attraversa tanti passaggi finché si evolve in scimmia perfetta. A poco a poco, la scimmia assume la posizione eretta, conservandone le fattezze, che man mano si modificano sino all’homo sapiens. La sapienza è l’ultima trovata dell’evoluzione che ha reso l’uomo perfetto. E peccato che la scimmia\uomo non sia andata oltre. Perché non ha sviluppato le ali? E perché… perché… , ancora … ma … basta!

L’uomo sapiente ha smesso di credere alla favola della creazione, di cui si ciancia nella Bibbia, il libro che pretende di essere Parola di Dio. Non si lascia imbrogliare, il “sapiente:” Dov’è questo fantomatico Dio? L’uomo evoluto è capace di usare l’intelligenza per conoscere il suo passato.

Tuttavia i creazionisti sono teste dure, e non vogliono battere in ritirata. Meno male che ci sono i tribunali per tentare di ridurli a più miti consigli!

La paura dell’illustre Veronesi è che i ragazzi al disopra degli undici anni, se non indottrinati in tempo (o resi imbecilli a tempo giusto!), potrebbero divenire refrattari al richiamo di Darwin, e sarebbe un peccato imperdonabile per la grande scienza che insegna a ragionare.

Ragionare è una prerogativa che si riconosce soprattutto ai luminari delle varie scienze, i quali, dall’alto della loro cattedra, pretendono di usarla per schiacciare i meno fortunati. Il professor Veronesi dovrebbe sapere che ciò è vero solo in parte. Lui personalmente, che mostra di preoccuparsi di accendere quella che lui definisce (nell’articolo citato) « “illuministica curiosità”, quando la mente è più fertile, … », usando bene la propria ragione, non si accorge che commette un atto di prevaricazione enorme nei confronti di coloro che vorrebbe illuminare? Dunque, lui è il depositario della Verità indiscussa e indiscutibile, e la vuole trasfondere a forza nella restante umanità? Mistero, questo suo convincimento. Ragiono a mò della lavandaia . Un mio zio s’è rovinato la vita inseguendo il terno al lotto. La smorfia per lui era un libro sacro. Eppure non lo ha aiutato ad indovinare tre numeri su novanta: il “caso” gli era avverso.

Qualcuno ne ha giocati circa 30.000 su una sola ruota e a mano a mano che diventano “leggibili” , rivelano una interconnessione tra loro da lasciare sbalorditi. Li ha indovinati tutti alla prima giocata.

Sempre a beneficio della lavandaia, il riferimento è al Genoma, la mappa dei geni.

Il luminare conosce a menadito questa mappa, e conosce benissimo tutti i geni, con la loro funzione. E’ grande oncologo a livello mondiale, eppure tanti anni d’applicazione alla malattia gli hanno fatto conoscere tante cose nuove ma non la novità risolutiva, che salverebbe la vita ai suoi pazienti.

Per sconfiggere qualche cellula malata, un medico dispone della volontà, dell’intelligenza corroborata dalla scienza, di esperienza pregressa, di strumenti adatti, del pungolo della necessità, dell’ambizione umana e professionale, di occhi, di mani esperte per operare, e tutto il resto. Eppure tutto ciò non basta neppure per distruggere una cellula malata. Nonostante un esercito agguerrito di illustrissimi oncologi come lui, tutti insieme, riescono a produrre solo il fumo dell’illusione nei malcapitati malati di cancro. Questa constatazione dovrebbe farli mettere umilmente in ginocchio e implorare perdono dal Creatore.

Lei che pretende ostinatamente di inculcare la religione della “ragione” (scusi il bisticcio) nella mente dei bambini prima che sia troppo tardi, non s’accorge del ridicolo nel quale si avviluppa con le sciocchezze che le scappano dalla sua bocca diabolicamente blasfema?

Professore, mi perdoni, ma è possibile credere che tutto si sia formato per caso, per tentativi, fino a giungere alla vita organizzata? Che cos’è il caso, se non il corrispondente di Niente? E niente può produrre una cellula vivente? Niente, si descrive con una sola parola: n i e n t e ! Imbarazzante sostenere che “niente” possa quel che non può l’uomo!

Le istruzioni contenute nel DNA della cellula, per essere descritte, richiederebbero 1000 volumi di 600 pagine l’uno, secondo un’enciclopedia. E quanti miliardi di libri occorrerebbero per elencare tutte le ragioni che sono contro l’evoluzione? Ma sarebbe comunque opera inutile di fronte alla negazione preconcetta di scienziati come lei e tanti suoi compagni di cordata.

Una persona che usa la parola “ragione” in difformità alla definizione che ne danno i dizionari tutto può fare, tranne che ragionare. Circostanza, questa, molto ricorrente in questo tempo di aberrante superbia che rende ciechi certi uomini illustri. Vere guide cieche che rimorchiano fino alla fossa una folla pigra che ha rinunciato a pensare in proprio.

Antonio Dovico

Riletta il 22 agosto 08

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