Chieti, la Polizia di Stato soccorre donna caduta da un balcone del secondo piano da un’altezza di 10 metri. La malcapitata è poi deceduta

Chieti, la Polizia di Stato soccorre donna caduta da un balcone del secondo piano da un’altezza di 10 metri. La malcapitata è poi deceduta

La Polizia di Stato di Chieti, nella tarda mattinata di ieri, interveniva su segnalazione di una donna che si trovava a terra, dopo essere caduta da un balcone del secondo piano di un palazzo, da un’altezza di circa 10 metri. La donna veniva immediatamente trasportata in ospedale e identificata per ANGRILLI Marina, classe 1966 di Pescara, ove giungeva in gravissime condizioni. Nel corso del pomeriggio, intorno alle ore 16.00, la donna decedeva per le lesioni riportate.  In merito alla dinamica degli eventi sono in corso accertamenti da parte della Squadra Mobile della Questura di Chieti. Alle ore 13.00, invece, giungevano al “113” diverse segnalazioni da parte degli utenti in transito sulla A14, direzione Sud, con cui veniva comunicata la presenza di un’autovettura ferma sulla carreggiata del Viadotto Alento, sito nel comune di Francavilla al Mare.

Sul posto interveniva personale della Sottosezione della polizia stradale Pescara Nord, che rilevava la presenza di un uomo (FILIPPONE Fausto, 1969 di Chieti, coniuge di ANGRILLI Marina) con una bambina (FILIPPONE Ludovica, 2008 di Chieti, figlia di FILIPPONE  e ANGRILLI)  entrambi seduti sopra la barra superiore del guard rail, immediatamente a ridosso della rete di recinzione. Il personale della Polizia di Stato, arrivati sul posto, vedevano l’uomo lanciare la bambina dal viadotto, facendola rovinare a terra da un’altezza di circa 50 metri. I soccorritori e il personale della Squadra Mobile, a quel punto, hanno tentato più volte di avvicinarsi all’uomo, ma FILIPPONE minacciava insistentemente di lanciarsi ogni qualvolta tentassero di raggiungere lui o alla figlia. Dopo prolungate trattative dirette a dissuadere l’uomo dal porre in essere l’insano atto minacciato, alle ore 20.00 circa, Filippone  si lanciava nelle campagne sottostanti poco distante dal corpo della figlia. Il personale medico sul posto non poteva fare altro che constatare il decesso delle due persone, le cui salme venivano successivamente rimosse e messe a disposizione del Magistrato di Turno. Le prime attività investigative svolte hanno acclarato che FILIPPONE non risultava esser affetto da patologie in genere ed, in particolare, da problemi psichici. Gli accertamenti svolti sinora hanno evidenziato che non esistevano problematiche di rilievo, o che possano giustificare i gesti compiuti, all’interno del nucleo famigliare. L’unico recente episodio si riferisce al decesso della madre di FILIPPONE Fausto, a cui lo stesso era particolarmente legato e che, in qualche modo, poteva averlo destabilizzato senza peraltro che lo stesso abbia esternato importanti segni di sofferenza. Durante la fase di trattativa svoltasi per ben sette ore FILIPPONE ha, ad un certo punto, ha gettato un foglio dal viadotto, successivamente rinvenuto dal personale operante ove erano elencati dei nomi su cui si stanno svolgendo i dovuti riscontri.

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