I Carabinieri di Chiesa in Valmalenco (SO) arrestano due giovani insospettabili

I Carabinieri di Chiesa in Valmalenco (SO) arrestano due giovani insospettabili

Non fanno più scalpore gli arresti per droga ma quando si parla di due giovanissimi insospettabili che avevano, addirittura, una baita adibita a laboratorio per la produzione e che i carabinieri hanno sventato un certo guadagno di circa 50 mila euro, allora la notizia lascia sbalorditi.

Si è conclusa alla vigilia di Ferragosto l’attività che ha portato i Carabinieri della Stazione di Chiesa in Valmalenco (SO) ad arrestare due giovani del posto per coltivazione, produzione e detenzione sostanze stupefacenti.

L’attività di controllo del territorio e di attenta vigilanza sulle dieniche che lo caratterizzano, ha permesso di svelare quello che stava avvenendo nell’area boschiva in località arec di Lanzada con il ritrovamento di 24 piante di canapa indiana.

I militari accertavano che si trattava di una vera e propria piantagione le cui piante si presentavano rigogliose della loro ricca inflorescenza.

I militari erano certi che gli “agricoltori” si sarebbero, a breve,  presentati per iniziare la raccolta; veniva avviata una costante attività di monitoraggio dell’area che terminava il 14 mattina quando due ragazzi, venivano bloccati durante l’attività di estirpazione delle piante.

I giovani, amici coetanei di 21 anni entrambi del luogo, venivano sottoposti a perquisizione domiciliare.

I militari a casa di uno rinvenivano materiale, non in uso, per la fabbricazione di una serra “in door” e  nove blister contenenti semi di canapa indiana; nella baita di proprietà del secondo rinvenivano 42 piante di “marijuana” in vaso anche queste già rigogliose della loro inflorescenza, buste di cellophane contenenti complessivamente circa 730 grammi della  medesima sostanza stupefacente, serra per la coltivazione “in door” e attrezzatura atta alla coltivazione, all’essiccazione e al confezionamento della sostanza. L’intera baita veniva posta sotto sequestro in quanto utilizzata come laboratorio per la produzione.

I Carabinieri ipotizzano che il guadagno sulla piazza si potesse aggirare intorno ai 50 mila euro.

I Carabinieri, con le successive attività, accerteranno da quanto tempo andava aventi il loro business e risaliranno alla clientela  che se già le prime ipotesi investigative fanno ipotizzare ad una domanda esclusivamente locale destinata ai giovani o ai giovanissimi.

La piccola comunità montana è rimasta sconcertata dopo la notizia dell’arresto dei due ragazzi, figli di famiglie conosciute nella zona, che hanno trascorso il Ferragosto presso il carcere di Sondrio in attesa delle valutazioni da parte dell’ A.G..

I fatti dimostrano come ormai la diffusione di sostanza stupefacente, così detta “leggera”, sia una piaga che tocca anche i “bravi ragazzi” che vedono, in questo mercato, grandi guadagni seppur, come dimostrato, con una breve carriera.

La diffusione di sostanza stupefacente sul territorio e l’uso da parte di giovani insospettabili spinge i Carabinieri ad essere ancora più attenti alle dinamiche giovanili, svolgendo non solo attività di controllo e prevenzione ma anche repressione.

 

 

 

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