A CIASCUNO IL SUO

A  CIASCUNO  IL  SUO

Antonio Dovico – In ogni circostanza della vita, nel bene e nel male, nel torto  e nella ragione, non perdere mai di vista questo sacrosanto principio. Una società che si adegui di buon cuore a questa norma di vita, terrà lontano l’odio, l’invidia, la gelosia e tutte le brutture che ammorbano la terra.

Non è peregrino affermare  che giuste e stabili norme di vita, assicurano la sicurezza della città, quanto non potrebbero quattro eserciti a guardia delle mura.

Chi si informa dei fatti del mondo con la dovuta attenzione, non può non accorgersi della loro tragicità crescente. Eventi naturali disastrosi. Terrorismo in agguato – senza quartiere – economia dissestata. Scienza ladra del brevetto della vita e complice di una società scellerata che produce figli a pagamento per padri e madri inventati dall’irriducibile, eterno Sobillatore che non si stanca di suggerire i suoi blasfemi ragionamenti. Politica non più tale, ma comitati d’affari dissennati e famelici, sempre pronti ad azzannarsi ingannando gli ingenui, insomma tutto si scolla e si sgretola, e la gente continua a trastullarsi con le solite futilità, dalle quali non riesce a staccarsi. Si sta calmi, convinti che prima poi tutto si aggiusta. Come, da sé e per miracolo? E chi dovrebbe farcelo, il miracolo, il Dio che abbiamo messo alle corde?

Io temo che si stiano illudendo, il Serpente e i suoi seguaci. Più presto che tardi, uscirà dall’angolo, e sarà, appunto, l’Ira di Dio.

 

Egli – se non Lui allora “Chi?”, creando l’Uomo, aveva creduto veramente ad un capolavoro che corrispondeva perfettamente con la Sua immagine, doveva godere della sua stessa libertà illimitata e gliela concesse fiducioso, non prima di averlo istruito nella conoscenza del Bene e del Male

Ma non tutto andò nel verso desiderato e allora… ecco che Dio non è infallibile? Supponiamo che questo sia un racconto giallo. Il nodo non si scioglie sempre alla fine?

 

Le persone immature, vivono la loro vita vuota e spensierata, pensando che non ci sarà mai una svolta che la cambia da così a così. Adottano filosofie di vita che li fa sentire personalmente e socialmente realizzati, liberi come si sentono da dipendenze soprannaturali. Si nutrono di fascinosa letteratura scientemente concepita per la distruzione dell’individuo, calpestando la Verità soprannaturale.

A voler tirare le somme, sin dal suo primo apparire l’uomo s’è trovato a fronteggiare la Menzogna. Una “bestia” insidiosa già allora, e non lo è di meno adesso. Mai come ora trema il labbro ai potenti della terra che l’hanno cavalcata, e la continuano cavalcare con disinvoltura. Eppure è vicino il tempo o è già venuto, che anche alla Menzogna devono tremare le gambe, al pensiero dell’immenso scheletro nell’armadio che conserva dal 1959, anno nel quale è stato emarginato dalla politica quel sant’uomo che fu don Luigi Sturzo. Era uno che teneva cristianamente la barra dritta. Dopo di lui iniziò la navigazione a vista. Chi vuol saperlo sa che: “Non v’è nulla di nascosto che non debba essere rivelato [Mt 10,17-26]”.

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