Ancona, sei ordinanze di custodia cautelare in carcere affidate alla Polizia di Stato

Ancona, sei ordinanze di custodia cautelare in carcere affidate alla Polizia di Stato

La Polizia di Stato di Ancona sta concludendo un’articolata attività investigativa che prevede l’esecuzione di sei Ordinanze di Custodia Cautelare in Carcere a carico di un sodalizio criminale di etnia Rom stanziali, in merito ai reati di estorsione ed associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti di tipo cocaina, nonché 17 perquisizioni nella Provincia di Ancona nei confronti dei destinatari dei provvedimenti e di altri soggetti indagati, coinvolti a vario titolo nella vicenda, nonché il sequestro disposto dall’autorità giudiziaria di un Ristorante e di un’autovettura, quest’ultima oggetto di estorsione. L’indagine dei poliziotti della Squadra Mobile di Ancona, coadiuvata dai Commissariati della Provincia, Polizia Scientifica, Unità Cinofile e Reparto Prevenzione Crimine, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Ancona. L’indagine ha avuto inizio nell’ottobre 2017 quando la Squadra Mobile riceve una denuncia di stalking commesso da un cinquantenne nei confronti della sua compagna che voleva terminare la relazione sentimentale che li univa da diverso tempo. Nel corso dell’immediata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Ancona e finalizzata anche a tutelare la donna, gravemente minacciata di morte, emergeva subito e chiaramente che lo stalker era frequentemente dedito all’uso di sostanze stupefacenti di tipo cocaina e che, per procurarsela, si rivolgeva a spacciatori locali appartenenti alle famiglie Rom stanziali di origini abruzzesi. Non solo, i numerosi acquisti di cocaina avevano indotto l’uomo, ormai dipendente dalla droga, a cadere in una spirale di debiti contratti con i suoi fornitori Rom, fino al punto di cadere nella rete di un’estorsione che vedeva come epilogo il pagamento del pegno che mediane la consegna di monili d’oro, orologi o, addirittura, mediante la cessione della propria autovettura con tanto di cambio di proprietà al fine di estinguere il debito inesorabilmente lievitato. La catena di spaccio e di approvvigionamento dello stupefacente veniva quindi ricostruita capillarmente dagli investigatori della Polizia di Stato ponendo al vertice della piramide delinquenziale n. 4 donne di origine Rom e n. 2 uomini di nazionalità albanese (tutti arrestati questa mattina) nonché altri 11 soggetti coinvolti a vario titolo nello spaccio di droga e deferiti alla competente autorità giudiziaria, tutti destinatari di decreti di perquisizioni effettuate nella mattinata odierna. Una delle donne arrestate, considerata dagli investigatori “il numero uno” dell’organizzazione, risulta titolare di un ristorante utilizzato come base operativa dello spaccio di cocaina che veniva approvvigionata per il tramite dei due albanesi anch’essi finiti in carcere questa mattina.
Una serie di parentele anche di coniugio risultavano essere l’amalgama che aveva consolidato il gruppo delinquenziale riuscendo a portare avanti le loro losche attività con la massima fiducia l’uno nell’altra. Giorno dopo giorno, tassello dopo tassello, gli investigatori dorici, avvalendosi anche di numerose attività tecniche autorizzate dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ancona, riuscivano a costruire un dettagliato impianto probatorio che, al culmine dell’attività investigativa permetteva di emettere, nelle ultime ore, N. 6 Ordinanze di Custodia Cautelate in Carcere (4 donne rom e due uomini di origini albanesi) a carico di coloro che, secondo la ricostruzione dei profili di responsabilità penale, sono risultati essere il vertice del sodalizio criminale. Numerosi sono stati anche i pedinamenti e gli appostamenti effettuati dai poliziotti della Mobile nel corso di questo anno di intensa attività investigativa, spesso conclusi con arresti e sequestri di droga, fatti apparire volutamente occasionali per non smascherare le indagini.

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