La Polizia di Stato di Forlì ha eseguito 14 misure cautelari per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati, per ricettazione e per riciclaggio

La Polizia di Stato di Forlì ha eseguito 14 misure cautelari per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati, per ricettazione e per riciclaggio

La Polizia di Stato ha portato a termine un´articolata attività d´indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Forlì e condotta congiuntamente dal Servizio Centrale Operativo, Servizio Polizia Stradale, Squadra Mobile, Sezione Polizia Stradale di Forlì e Commissariato di P.S. di Cesena, che ha permesso di individuare un´organizzazione criminale dedita alla commissione di numerosissimi furti aggravati di accumulatori di energia elettrica, presenti all´interno dei ripetitori di segnale per la telefonia appartenenti alle principali società di telecomunicazione e dislocati nel centro nord Italia.
Questi successivamente venivano acquistati da ricettatori burkinabè e italiani, operanti in varie città italiane ed infine venduti all´estero: le indagini hanno quindi consentito di identificare non solo i membri dell´associazione a delinquere e gli autori dei furti, ma anche i ricettatori e le società compiacenti che, mediante operazioni di riciclaggio volte ad occultare la provenienza delittuosa degli accumulatori, li reinserivano nel mercato.
L´Autorità Giudiziaria ha accolto la richiesta di custodia cautelare formulata dalla Procura di Forlì ed ha emesso un´ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 14 persone, con cui ha disposto la custodia in carcere per 9 indagati e gli arresti domiciliari per 5 indagati.
L´indagine ha così permesso non solo di stroncare l´ampio business illecito della compravendita degli accumulatori di energia elettrica depredati, ma anche di impedire conseguenze estremamente pericolose per la sicurezza del Paese, perché gli accumulatori presenti all´interno dei ripetitori di segnale per la telefonia mobile, infatti, contengono riserve di energia elettrica indispensabile a garantire il funzionamento delle telecomunicazioni in caso di black out: la loro mancanza determinerebbe quindi, in caso di black out, la paralisi delle telecomunicazioni in aree geografiche molto estese.
L´associazione per delinquere, nel periodo compreso tra il maggio 2017 ed il maggio 2018, si è resa responsabile della commissione di circa 500 episodi di furto nelle regioni del centro-nord Italia ed ha cagionato alle compagnie telefoniche un danno economico stimato in almeno 3 milioni e mezzo di euro. Gli accumulatori, il cui costo medio è di circa 300 euro, venivano acquistati da ditte della provincia di Forlì-Cesena che, dopo aver compiuto operazioni di riciclaggio finalizzate ad occultarne la provenienza delittuosa, li reinserivano nel mercato e li rivendevano ad un´altra ditta, non cosciente della loro origine illecita che li inviava ad una società piombifera in Spagna per l´estrazione del piombo.
In altri casi, invece, gli accumulatori venivano acquistati da ricettatori originari del Burkina Faso residenti in Italia, i quali fungevano da collettori nel traffico internazionale tra l´Italia e l´Africa, che li rivendevano in Burkina Faso, dove venivano utilizzati per rifornire di energia elettrica le abitazioni civili. In quest´ultimo caso gli accumulatori, stipati in container, raggiungevano i porti di Livorno, Salerno o Genova e venivano imbarcati su navi dirette a Malè, in Togo, per poi essere trasportate per via terrestre in Burkina Faso. Nel corso dell´attività d´indagine, la Polizia di Stato ha eseguito anche numerose perquisizioni in varie città italiane, con il prezioso ausilio delle competenti Squadre Mobili e Polizia Stradale nelle province di Milano-Napoli-Brescia-Piacenza-Pavia-Rimini-Ravenna-Teramo e Forli, recuperando circa 2500 batterie per un valore economico totale di 700 mila euro, nonché centinaia di pannelli fotovoltaici provento di furto, del valore di circa 350 mila euro.

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