MILAZZO. OGGI UDIENZA PER I 59 “ASSENTEISTI”. LA RABBIA DEGLI INTERESSATI CHE ACCUSANO VERTICI POLITICI E DIRIGENTI PER AVER FATTO FALLIRE IL COMUNE SENZA CHE NESSUNO SIA MAI STATO PROCESSATO

MILAZZO. OGGI UDIENZA PER I 59 “ASSENTEISTI”. LA RABBIA DEGLI INTERESSATI CHE ACCUSANO VERTICI POLITICI E DIRIGENTI PER AVER FATTO FALLIRE IL COMUNE SENZA CHE NESSUNO SIA MAI STATO PROCESSATO

Da oggi 59 dipendenti del Comune di Milazzo accusati di assenteismo sono sotto processo al Tribunale di Barcellona P:G. perchè imputati, con grande esagerazione mediatica e inquisitoria, di  truffa ai danni dello Stato (è un fatto che riguarda non solo i dipendenti comunali di  Milazzo ma di tutto il Paese, dipendenti ad esempio della Asl e di altri uffici pubblici delle diverse categorie, ivi compresse Procure, Tribunali, Scuole ecc… ).

Gli interessati però esprimono, a giusta ragione, la loro rabbia, evidenziando che in un Comune dissestato da anni, come quello di Milazzo, ci sono ben più gravi responsabilità che riguardano politici e i vari funzionari del Comune, che invece non risultano indagati per le loro malefatte e anzi graziati dalla Giustizia, che a questo punto si appalesa ingiusta (la legge non dovrebbe essere uguale per tutti?). Ciò significa che si sono voluti colpire gli elementi più deboli della catena comunale da parte di chi, dirigente o politico, non ha saputo o voluto gestire la funzionalità degli uffici, dei permessi e quant’altro, per garantire ed evitare le cossiddette “assenze ingiustificate” (non truffe), cosa che facevano e ancora fanno tutti a partire dei dirigenti addetti al controllo del personale, che invece, come ci risulta, non sono stati toccati. Ma la cosa più grave è che si è voluto delegare la “Finanza” a fare un lavoro “sporco” perchè gli ispiratori della denuncia e i loro esecutori anonimi non hanno avuto  la preparazione professionale per arginare e annullare il fenomeno, che esiste dappertutto. La Guardia di Finanza o la Procura non possono nè devono però ergersi a moralizzatori di un costume diffuso e imperante, nel pubblico e nel privato, a discapito della democrazia che  ha tutti gli strumenti per farlo. Sta infatti alla stessa società creare le condizioni ottimali perchè cose del genre non avvengano. Insomma, ad essere indagati e processati dovrebbero essere per primi coloro che dalle loro posizioni apicali hanno rivelato incapacità e pressappochismo nella gestione del loro ruolo e del personale.

Tre, però, a detta degli investigatori, sono i casi più eclatanti di Milazzo: un dipendente che sarebbe andato ad allenare la squadra di basket in orario di servizio, un’altra che avrebbe fatto sedute di fisioterapia, un terzo trovato alla cassa dell’esercizio commerciale gestito dalla moglie anziché nel proprio ufficio comunale.  Se queste cose erano a conoscenza dei funzionari e dei dirigenti del personale perchè costoro non hanno subito provveduto “amministrativamente” a sanare la situazione con metodi civili più consoni alla bisogna? Potevano avvisarli e mandar loro una lettera di ammonimento e di preavviso, o dare loro una sospensione punitiva. Questo non è stato fatto, o per ignavia o per codardia, e ora si è arrivati a un processo penale collettivo che definire da “farsa” è poca cosa perchè ad essere puniti dovrebbero risultare ben altri e per ragioni molto più gravi (tutti responsabili del fallimento milionario di Milazzo, che è stata messa in ginocchio e difficilmente si risolleverà); come detto, per aver contribuito, ognuno per la prorpia parte, a provocare un dissesto mai visto prima d’ora nella nostra Città per il quale stanno pagando tutti i cittadini con aumenti indiscriminati di tasse e balzelli e con danni erariali di grande rilevanza che prima o poi colpiranno tutti: 55 milioni di euro accertati è la cifra record del default. Non sono le noccioline insignificanti dei cosiddetti “assenteisti”. Quindi, chi deve si metta una mano, anzi due, sulla coscienza e persegua reati molto ma molto più gravi che spesso rimangono impuniti con una criminalità organizzata che non ha confini  e a Barcellona, Milazzo e in tutta la Sicilia, spadroneggia a più non posso.

I diretti interessati processati si dividono come sempre accade in questi casi, tra rabbia e sospetti. Alcuni, in posizione minoritatia ma significativa, temono che la mediaticità del caso possa essere stata forzatamente voluta e gonfiata a dismisura per cercare consensi all’azione attraverso giornali e televisione; come ammesso dallo stesso Procuratore capo in una conferenza stampa, sarà un processo  che senza dubbio rischia e sarà dovutamente (diciamo noi) ridimensionato come si deve (c’è sempre un giudice a Berlino). Non sono cose belle, dicono i dipendenti che subiscono il processo, ma nemmeno eclatanti; sono le stesse cose che hanno fatto e fanno tuttora tutti in Italia e questo è risaputo per le varie sentenze della Cassazione e di altri Tribunali illuminati. Dunque non possono essere usati due pesi e due misure perchè se legge è deve essere uguale per tutti. Non si può colpirne uno per educarne 100 come dicevano le Brigate Rosse  tanti anni fa, uno slogan che la Giustizia deve assolutamente rifiutare e rigettare nel rispetto del suo ruolo di garante dei cittadini, della Costituzione e della DEMOCRAZIA.

Ci si augura che i Giudici, che stanno esaminando la situazione, facciano come hanno fatto per il caso analogo di Barcellona P.G. dove sono stati tutti assolti, con battute di mano rivolte ai giudici medesimi all’atto delle sentenze, o per prescrizione o per episodi e ragioni investigative di scarsa o nulla rilevanza, ingigantiti ad arte, come detto, chissà poi perchè e su quale ispirazione, dai mass-media e da politici che non capiscono nulla perchè incapaci (la gran parte), non solo di gestire un Comune come Milazzo o, nel caso nazionale, un Governo, ma anche le semplici finanze delle loro famiglie. Si sono volute colpire scientemente le categorie più povere e deboli per dare un esempio? E’ antidemocratico tutto ciò. Ancora non siamo in dittatura, almeno si spera.

Si apprende in questo momento che l’udienza detta è stata rinviata per vizi di notifica  e nelle prossime ci saranno senza dubbio  altri ricorsi per altre o analoghe ragioni;  inoltre, risulta a questo giornale che diverse persone (varie decine), inizialmente indagate, per privilegi vari intervenuti (pensiamo noi) con l’interessamento politico di elementi anonimi, siano stati graziati ed eliminati tout court dalla lunga lista dei cosiddetti “assenteisti” (e di questo i Giudici devono tener debito conto e far riaprire, se è il caso, le indagini, individuando i responsabili di queste sperequazioni giudiziarie), che non hanno truffato, si badi bene, alcunchè a nessuno, tanto meno a un Comune come Milazzo in perenne crisi finanziaria che sfrutta invece i dipendenti contrattisti precari da decenni pagati con pochissimi soldi e in continuo stato di ricatto da parte di questo o di quel politico di turno; Comune che avrebbe tutt’altre cose da fare nell’interesse generale dei cittadini, questi sì vessati da tasse e quant’altro in continua costante crescita. L’Italia è sull’orlo del fallimento e noi processiamo, con denaro pubblico, i meno abbienti e le categorie più povere? Non è questo che dice la Costituzione italiana e soprattutto il buon senso logico di ognuno!!!

 

 

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