MILAZZO, LA CORTE DEI CONTI CHIEDE AL SINDACO LA RELAZIONE SUL PERCORSO DI RISANAMENTO RIGUARDO AL DISSESTO DEL COMUNE. MA CIO’ CHE PIU’ CONTA IN ATTO SONO I BILANCI FERMI AL 2015 SENZA I QUALI LA CITTA’ E’ PARALIZZATA

MILAZZO, LA CORTE DEI CONTI CHIEDE AL SINDACO LA RELAZIONE SUL PERCORSO DI RISANAMENTO RIGUARDO AL DISSESTO DEL COMUNE. MA CIO’ CHE PIU’ CONTA IN ATTO SONO I BILANCI FERMI AL 2015 SENZA I QUALI LA CITTA’ E’ PARALIZZATA

Il Comune di Milazzo non ha ancora esitato alcuna relazione sull’attività di risanamento e la Corte dei conti, che tiene sotto controllo l’attività dell’attuale amministrazione, chiede conto e ragione di tale situazione e sollecita l’Ente, pretendendo risultanze che probabilmente non ci sono ancora. All’appello mancavano, infatti, fino a pochi giorni fa i bilanci del 2014-2015-2016-2017 e 2018, oltre a quello poliennale 2018/21. Quello del 2014, più importante, che riguardava appunto il fallimento della Città, è stato deliberato dal Consiglio comunale circa una settimana fa, dopo che era stato chiamato un Commissario regionale che lo avrebbe fatto al loro posto se i Consiglieri non avessero adempiuto a un loro preciso dovere istituzionale.

La nuova Commissione straordinaria di liquidazione, nominata alcuni mesi fa dal Presidente della Repubblica in sostituzione della precedente (rinunciataria per obiettive difficoltà operative), ha quindo avuto le mani legate per avviare il suo percorso di lavoro e dunque Milazzo è rimasta sin qui praticamente bloccata. Molti si domandano le ragioni per le quali si è giunti a questa situazioni ma ognuno dà risposte di comodo “politiche” e non convincenti. E i ritardi dunque a chi sono dovuti si domandano i cittadini? Noi diciamo a tutta la politica fallimentare omissiva del Comune in sé, che non si è preoccupato in circa 3 anni e mezzo dall’insediamento di quest’Amministrazione di fare le operazioni più importanti per la vita di un Ente come Milazzo: i bilanci, senza i quali non si può fare alcunchè e neppure pensare ad un percorso di risanamento.

Non solo, questa situazione sta tenendo in scacco e in forte preoccupazione circa 160 precari del Comune, che attendono legittimamente la proroga di fine 2018, dopo aver lavorato per circa 30 anni in una condizione di degrado e di ricatto sociale e morale vergognoso, dovuta a un Ente che, non solo non funzionava e non funziona, ma non ha saputo o voluto far di meglio, scaricando le proprie grossissime responsabilità amministrative su circa 60 precari che sono stati rinviati a processo per qualche ora di assenza ingiustificata dal servizio. Ciò dovuto a denunce anonime di politici e funzionari in carica nel 2014 (ma tutti ormai sanno chi sono e noi non abbiamo prove per pubblicare i nomi. Non è stata la Guardia di Finanza ad agire di sua iniziativa, come falsamente è stato dichiarato in televisione), che potevano agire diversamente e con metodi amministrativi civili, risolvendo il tutto con ammonizioni, avvertimenti scritti o orali (caso per caso). Si ricorda che questa situazione ha portato al suicidio di un precario indagato, che prima di uccidersi avrebbe mandato una lettera alle Forze dell’Ordine e di questo non ha parlato nessun giornale, né si è mai saputo cosa c’era scritto in quella lettera…

Ora, la Corte dei conti sollecita il Sindaco attuale a relazionare sul percorso di risanamento, che probabilmente forse non esiste ancora. Un’anomalia unica (insieme a quella dei bilanci detti non approvati) in Italia, che certamente porterà Milazzo ad un secondo default della gestione separata in atto esistente dal 2015 in poi. Come finità? Meglio sarebbe azzerare tutto e portare un Commissario unico che amministri Milazzo fino alle prossime elezioni come si fa quando ci sono infiltrazioni mafiose in un Ente pubblico. Ma questo, dati i fatti eclatanti per cui nessuno poi sarà chiamato a pagare, dovrebbe deciderlo il Prefetto, che sin qui non si è ancora pronunciato.

Questo giornale, molto attento alla situazione milazzese, non può che esprimere la prorpia deplorazione per una Città che sta via via affossando, come nelle sabbie mobili, senza che arrivi o si faccia avanti qualcuno (e chi?) e senza che si prospetti un miglioramento a breve delle negatività qui denunciate (quando potrà accadere ciò prima che sia troppo tardi?).

 

Pubblichiamo di seguito integralmente un testo redatto dall’Ufficio stampa del Comune e apparso sul suo bollettino lo scorso 3 agosto 2018. Ovviamente riguarda il problema gravissimo dei bilanci preventivi e consuntivi non approvati da ben 4 anni.

Approvazione dei Bilanci, la Regione ha nominato il commissario

“La situazione dei bilanci al Comune di Milazzo non ha eguali nel panorama degli enti locali italiani. Ritardi che hanno superato ogni termine e che sostanzialmente stanno paralizzando l’attività amministrativa”.
Un quadro chiaro quello che il sindaco Formica aveva consacrato in una nota rivolta all’assessore alle Autonomie locali, Bernadette Grasso, e al direttore generale Margherita Rizza.

Il primo cittadino, aveva rappresento la situazione del dissesto e l’intervenuta approvazione – nel dicembre dello scorso anno – del bilancio stabilmente riequilibrato. aveva anche segnalato i gravi disagi determinati dalla mancata approvazione da parte del Consiglio comunale del Conto Consuntivo 2014 (poi approvato il 14 ottobre), che ha finito col condizionare l’adozione, nei termini assegnati, degli altri strumenti contabili mancanti, tra i quali i rendiconti degli esercizi finanziari 2015,2016,2017. Analogo problema per i bilanci di previsione dal 2016 ad oggi.

“L’Amministrazione sta facendo uno sforzo enorme per cercare di riportare alla normalità la situazione dei documenti contabili – ha detto Formica – ma l’assoluta mancanza di collaborazione di gran parte del consiglio comunale, che anzi quasi sempre si caratterizza per atteggiamenti ostruzionistici, ha determinato l’impasse. Il risultato è che i cittadini, specie quelli più deboli, pagano un prezzo salatissimo ”. Anche il Segretario generale, dott.ssa Maria Riva, aveva provveduto a segnalare all’assessorato regionale la condizione di difficoltà in cui versa l’ente.
Mentre il sindaco si trovava a Palermo negli uffici del dipartimento Autonomie Locali, il dirigente generale Margherita Rizza ha firmato due decreti con i quali si nomina il dottor Carmelo Messina, componente del servizio Ispettivo dell’assessorato, commissario ad acta sia per l’approvazione del Conto Consuntivo 2014, sia di tutti gli altri rendiconti di gestione, ma anche – questo il contenuto dell’altro provvedimento – “per svolgere preliminarmente le necessarie funzioni di impulso e di sollecitazione per l’approvazione dei bilanci di previsione 2016/2018 e 2017/2019, sostituendosi, se necessario, per l’esercizio dei relativi poteri, agli organi inadempienti dello stesso Comune per l’approvazione dei bilanci medesimi”. Stesso input viene dato per gli altri Consuntivi successivi al 2014, sino a quello 2017.
“L’assessorato, che ha dimostrato grande sensibilità per le esigenze della nostra città, ha deciso di affiancarci con la presenza costante del commissario in questo percorso di ritorno alla normalità – ha detto il sindaco Formica – consapevole evidentemente che un ente dissestato ha necessità di rispettare determinate procedure, ma anche termini, per uscire da una situazione che ovviamente è straordinaria e alla quale si legano anche altre dinamiche, penso per tutte alla questione del personale a tempo determinato. L’auspicio è comunque che possa sempre prevalere il senso di responsabilità da parte delle forze politiche e giungere all’adozione dei vari provvedimenti senza l’intervento sostitutivo del commissario che a quel punto determinerebbe l’applicazione di sanzioni anche rilevanti per l’intero consiglio comunale”.

…Omissis consuntivo 2014 approvato dal Consiglio comunale lo scorso 14 ottobre
Per quel che concerne invece gli altri strumenti finanziari ancora non giunti al vaglio dell’Aula consiliare, la funzione del commissario, come detto, sarà di impulso e di sollecitazione anche con la giunta municipale (alla quale potrà pure sostituirsi) per ottenerne l’approvazione e poi, una volta acquisito il parere dei revisori dei Conti, potrà lui stesso a convocare il consiglio comunale per far approvare ciascun documento contabile.

 

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