Il Simbolismo nella pittura europea. Dai Preraffaelliti all’Art Nouveau” Presentato questa mattina all’Università il nuovo libro della prof. Teresa Pugliatti

Il Simbolismo nella pittura europea. Dai Preraffaelliti all’Art Nouveau”  Presentato questa mattina all’Università il nuovo libro della prof. Teresa Pugliatti

È stato presentato ieri nell’aula magna dell’Ateneo il secondo volume dell’opera “Il Simbolismo nella pittura europea. Dai Preraffaelliti all’Art Nouveau” della prof. Teresa Pugliatti: 960 pagine, suddivise in due tomi, e 915 immagini che raccontano il fenomeno artistico nella sua dimensione globale e non più singolarmente, Paese per Paese, offrendo nuove proposte di indagine e nuove analisi storico-artistiche. A portare i saluti dell’Università, che ha patrocinato l’evento, il prorettore vicario Giovanni Moschella, che ha sottolineato lo straordinario lavoro compiuto dalla docente messinese.libro1

Nota tra gli studiosi soprattutto come cinquecentista e seicentista, l’insigne storica dell’arte della città dello Stretto, in questo libro, edito da Magika, va oltre e racconta il Simbolismo, riorganizzandone genesi e sviluppo. Un percorso inedito e affascinante, che si snoda come un lungo “racconto” con molti personaggi, i diversi risvolti nei Paesi europei e una chiave di lettura che stabilisce nessi e analogie tra Simbolismo e Manierismo.  «Ho rintracciato un preciso rapporto tra il Manierismo del ‘500 e il Simbolismo di fine ‘800 – precisa l’autrice – evidenziando, altresì, come il Simbolismo nasca in Inghilterra e non in Francia. Ho, inoltre, collegato i vari Paesi d’Europa, mettendo in luce i rapporti tra i Simbolismi delle diverse nazioni».

«L’opera della prof. Pugliatti riempie un vuoto rilevante – afferma Giampaolo Chillè, docente al “C.P.I.A. della provincia di Messina” – un volume molto significativo, con numerose osservazioni critiche. Leggendo le pagine del libro, sembra proprio di ascoltare la sua voce narrante». E, nel soffermarsi sull’argomento affrontato dall’autrice, aggiunge: «Il Simbolismo non è una una corrente artistica, ma un atteggiamento mentale».

Subito dopo, l’intervento di Virginia Buda, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza ai beni culturali, incentrato sul Simbolismo in Russia e in Italia, che si conclude con un accenno all’Art Nouveau e alla produzione di alcuni artisti italiani nel settore delle arti applicate. Sottolineando l’imponente lavoro di raccolta dati e vaglio delle innumerevoli fonti bibliografiche svolto dalla prof. Pugliatti sul Simbolismo, Virginia Buda mette in evidenza come, a differenza degli studi precedenti fondati su singoli aspetti o personalità o aree geografiche, venga offerto per la prima volta un quadro generale del movimento in tutta l’Europa: «L’autrice, con un approccio diverso rispetto agli studiosi che l’hanno preceduta – prosegue il funzionario storico dell’arte della Soprintendenza ai Beni culturali – mette in luce gli aspetti simbolisti, non abbastanza conosciuti, nella produzione pittorica di alcuni artisti italiani molto noti e il ruolo significativo svolto da altri pittori, ancora poco studiati».

Infine, l’intervento di Ludovico Nicòtina, docente all’Università: «Dalla complessità dell’indagine compiuta dall’autrice, emerge la ricerca di un’identità simbolista e, dunque, di una definizione del simbolismo innovativa e affascinante. Ci viene illustrato l’ambizioso anelito alla totalità artistica, ispirato al concetto wagneriano di arte totale, alla compenetrazione tra diverse forme d’arte e, in particolare, tra arti figurative e musica. Osservando assonanze e dissonanze, contraddizioni e suddivisioni si ricompone, attraverso alcune immagini esemplificative, l’unitarietà di una visione la cui scoperta costituisce l’insegnamento che ci è tramandato dall’analisi pugliattiana, che rinnova e ravviva un secolo d’arte studiato sinora in maniera troppo settoriale».

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