La vera anima di un CR7 inedito

La vera anima di un CR7 inedito

Salvino Cavallaro – Durante le mie interviste mi è sempre piaciuto entrare nella sfera intima dei miei interlocutori, non per coltivare la curiosità fine a se stessa, ma perché trovo che sia un momento di giornalismo esaltante e di verità che fa emergere quell’intrinseco recondito di ciò che non vediamo ma è. Si tratta in fondo della sostanza dell’essere, capace di capovolgere spesso ciò che appare ai nostri occhi ma non all’anima. Questo preambolo per significare l’apprezzabile notizia che CR7 ogni settimana segue nel tempio cattolico della Gran Madre di Dio a Torino, la funzione cattolica assieme alla sua Georgina. E’ la chiesa che per antica storia architettonica si erge maestosa tra la prospiciente Piazza Vittorio Veneto e il ponte sul fiume Po, mentre alle spalle c’è quella verde dolce collina torinese che ospita il campione portoghese nella sua villa personale. Ebbene, più volte, quando è libero da impegni, Cristiano Ronaldo si reca in questa chiesa prima di qualche momento di svago attraverso lo shopping per le vie del centro. Tutto in un anonimato che si avvale di occhiali scuri, cappello e chissà quale altro stratagemma per non essere riconosciuto. Ma anche se quei momenti mistici appartengono a situazioni intime in cui ritengo non si debba andare oltre l’invasione personale dei sentimenti più profondi, questa notizia di CR7 che ha la necessità di recarsi a pregare Dio, mi fa pensare come il desiderio di ritrovare la propria anima in serenità e attraverso la preghiera, si scosti molto da certi stereotipi legati a un personaggio costruito ad arte per scopi di immagine e iperbolici introiti economici. E così, oltre il conclamato campione di calcio vincitore di tanti trofei, 5 Champions e tutto quanto il più grande calciatore al mondo possa vincere, c’è l’uomo, c’è la sua anima, c’è la sua fragilità, c’è la ricerca di se stesso. Un campione che appare spesso antipatico per il suo atteggiamento in campo, spocchioso dopo avere fatto uno dei suoi tanti gol, prepotente nel suo recitare la parte di leader di squadra. E invece si scopre che è il suo modo d’essere e di concepire la sua professione con serietà. Così negli allenamenti, così in partita. CR7 è questo; forza fisica che ha bisogna di ritrovarsi lontano dagli stadi, nel silenzio mistico della “sua” Gran Madre di Dio a riflettere, a pregare accanto alla sua Georgina. La sua ricchezza economica in questi momenti non lo distingue da altre persone povere, da altri esseri umani che come lui si rivolgono a Dio per pregare e ritrovarsi. Sono momenti personali che comunque danno modo di riflettere su ciò che siamo quando ci sentiamo pronti a giudicare. Ma chi siamo noi per poterlo fare?

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